Negare che in via G.Petroni ci siano dei problemi di disturbo della quiete pubblica e di degrado sarebbe negare l’evidenza, ma non è questo il modo di affrontarli.

Avevamo avanzato osservazioni e proposte che potevano raccogliere in larga parte anche il consenso dei residenti (con i quali intendiamo conservar un dialogo costruttivo); ma si è voluti andare deliberatamente molto oltre, mettendo a rischio la permanenza di attività che nulla avevano a carico in termini di infrazioni e sanzioni.

L’Amministrazione ha voluto disegnare una virtuale linea di confine fra buoni e cattivi secondo il numero civico.

Le conseguenze per imprese con personale, costi da sostenere, affitti da pagare e mutui da rimborsare saranno drammatiche e non è possibile pensare di cederle in queste condizioni.

Un’ordinanza è sempre l’ammissione di una sconfitta e questa non fa eccezione.

A nostro parere, non occorre un termine temporale alla ordinanza, in quanto la stessa è destinata a perdere efficacia alla luce della nuova normativa che liberalizza gli orari delle attività nelle città turistiche dal prossimo 2 gennaio.

 (Confesercenti Provinciale di Bologna)