
Tomei ricorda che nel 2010 la Provincia ha disposto una serie di piani di controllo che hanno portato all’abbattimento di oltre ottomila nutrie ma anche circa 300 volpi lungo gli argini nel solo territorio di pianura, piani che vengono riproposti ogni anno.
Come precisano i tecnici del servizio Faunistico, le volpi scavano le loro tane nella parte più alta degli argini, a differenza delle nutrie che preferiscono la parte più vicina all’acqua. Il risultato negativo per gli argini, però, in caso di piena è molto simile.
Il contrasto della volpe richiede l’impiego di cani specializzati guidati da cacciatori esperti, i “coadiutori”, nel modenese oltre 2000, selezionati tramite appositi corsi di formazione sulle modalità d’intervento a seconda delle aree e autorizzati dalla Provincia a svolgere questo tipo di piano di controllo nelle zone più a rischio.
Per quanto riguarda la nutria, invece, per contrastare il fenomeno la Provincia dal 2008 ha intensificato i piani di cattura coinvolgendo agricoltori e cacciatori coordinati dalla Polizia provinciale con l’obiettivo, stabilito anche dalla legge regionale, di una totale eradicazione di questa specie, peraltro non autoctona.

