
Il presidio modenese fa parte della mobilitazione nazionale che prevede presidi davanti alle Prefetture nelle principali città italiane, in preparazione dello sciopero del 12 dicembre.
La Cgil giudica la manovra varata dal Governo socialmente insopportabile, depressiva, ingiusta, non contiene equità e grava prevalentemente su lavoratori e pensionati già colpite dalle precedenti manovre.
La non indicizzazione per le pensioni basse è una tassa sulla povertà, l’anzianità a 40 anni diventa impraticabile e provoca gli effetti di sottrazione di un diritto e di destabilizzazione del mercato del lavoro.
Forte ingiustizia verso le donne con la scelta di accelerare la parificazione agli uomini dei requisiti per la pensione di vecchiaia (62 anni nel 2012 che diventeranno 66 anni nel 2018), quando la vita di una donna è caratterizzata da discontinuità lavorativa e contributiva (spesso per il peso del lavoro di cura) che ne riduce fortemente la possibilità di uscite per anzianità, costringendole così ad aspettare più anni per l’accesso alla vecchiaia.
Inoltre, per restare ai temi centrali la somma di IMU, IVA e addizionali IRPEF insieme alle accise sposta sui soliti noti gran parte delle entrate per tassazione.
La Cgil, alla luce del mancato confronto delle parti sociali con il Governo, in particolare sulla previdenza, chiede quindi al Parlamento, al quale presenterà precise proposte, di correggere la manovra sui temi indicati, proponendo misure alternative per reperire le risorse.
Lo sciopero del 12 dicembre è in concomitanza con l’avvio del percorso di discussione della manovra in aula alla Camera.

