
Lo sciopero generale riguarda i lavoratori di tutti i settori, esclusi quelli tenuti al rispetto della legge 146/90 (pubblico impiego, scuola/università, trasporto pubblico, privato sociale e cooperative dei servizi di cura/infanzia, banche, lavoratori energia-ambiente, poste, farmacie, pulizia-ristorazione ospedaliera, vigilanza, .
La Cgil sostiene il proprio no alla manovra che prevede la mancata indicizzazione per le pensione medio-basse, lo spostamento oltre i 40 anni per andare in pensione e successive penalizzazioni, l’inaccettabile accelerazione dell’età pensionabile per le lavoratrici.
La reintroduzione dell’Ici, la rivalutazione degli estimi catastali, il forte aumento delle accise sui carburanti, per come è impostata la manovra, peseranno soprattutto sui redditi da lavoro e da pensione già fortemente penalizzati.
La Cgil, nella piena consapevolezza delle difficoltà in cui versa il Paese, e quindi nella consapevolezza di mantenere invariati i saldi della Manovra, chiede al Parlamento di reperire più risorse attraverso un’imposta sulle grandi ricchezze, una tassazione vera sui capitali scudati e di quelli attualmente depositati all’estero (paradisi fiscali), la vendita e il canone sulle frequenze televisive e la riduzione delle spese per l’acquisto dei 131 bombardieri F35.
Ciò permetterebbe di far pagare chi non ha mai pagato, far pagare in ragione della ricchezza e reperire risorse per garantire una diversa e più equa manovra sulle pensioni, per garantire altresì un intervento progressivo sull’imposta della casa a tutela dei redditi di lavoratori e pensionati, e per destinare risorse finalizzate a una vera riforma degli ammortizzatori sociali. Per non deprimere il paese, rilanciare sviluppo e garantire equità e futuro per le nuove generazioni e per chi è colpito dalla crisi.
Il contrasto a questa manovra è ancora più evidente in un territorio come quello modenese fortemente colpito da 3 anni di crisi, caduta dell’occupazione, cassintegrazione, mobilità, e dal rischio di una recrudescenza della crisi legata ad un nuovo calo della domanda interna e degli ordinativi.
Condizione preoccupante ulteriormente aggravata dalle scelte di relazioni industriali e contrattuali, dalla negazione di diritti e libertà sindacali operate dalla Fiat e che investono oltre 5.000 lavoratori modenesi del Gruppo, dalla mancanza di certezze sul futuro della Maserati, dall’espulsione della Fiom/Cgil dalle aziende del Gruppo Fiat.
L’insieme di queste questioni, unitamente all’organizzazione dello sciopero già attivata nei giorni scorsi e in considerazione della pausa dell’8 dicembre, sono alla base della scelta della Cgil di Modena di mantenere la proclamazione delle 8 ore di sciopero per lunedì 12 dicembre.
Scelta non in contrasto con le ragioni e gli obiettivi che hanno visto Cgil Cisl e Uil nazionali proclamare lo sciopero di 3 ore per la stessa giornata.
Lo sciopero indetto dalla Cgil di Modena è dentro quella iniziativa e la sostiene. In tale ottica la Cgil di Modena è impegnata a promuovere nei prossimi giorni insieme a Cisl e Uil tutte le iniziative necessarie a sostegno della vertenza nazionale, quali le richieste di incontri con forze politiche e parlamentari.

