
Il ragionamento fatto dalla Corte d’appello di Bologna, nel settembre 2008, non è stato condiviso dalla Cassazione che ha accolto del padre del ragazzo infortunato, sostenendo che l’educazione deve essere impartita a monte.
Spiega la Cassazione – sentenza 26200 – che “i criteri in base ai quali va imputata ai genitori la responsabilità per gli atti illeciti compiuti dai figli minori consistono, sia nel potere dovere di esercitare la vigilanza sul comportamento dei figli stessi, sia, anche, e soprattutto, nell’obbligo di svolgere adeguata attività formativa, impartendo ai figli l’educazione al rispetto delle regole delle civile coesistenza, nei rapporti con il prossimo e nello svolgimento delle attività extrafamiliari.
Nel caso in questione, la Suprema Corte osserva che “non solo non è stata fornita una prova liberatoria, ma le modalità stesse del fatto illecito sono tali da apparire suscettibili di essere interpretate come indice di un deficit educativo”. La vicenda sarà ora riesaminata dalla Corte d’appello di Bologna che a questo punto dovrà sanzionare i genitori del ragazzo maleducato.
(fonte Adnkronos)

