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Modena: Fiera antiquaria, lungo dibattito in consiglio

L’approvazione della delibera e dell’ordine del giorno del Pd sulla Fiera antiquaria avvenuta ieri, giovedì 22 dicembre, in Consiglio comunale, è stata preceduta da un lungo dibattito.

Sergio Celloni, Mpa, si è detto d’accordo “con la realizzazione della manifestazione in centro storico, ma non si può fare una fiera di serie A e una di serie B o un mercatino”, ha aggiunto. “Ci deve essere una logica di promozione della città con manifestazioni che abbiano un peso specifico”. Per il consigliere, l’Amministrazione “naviga a vista, vive una fase di confusione riguardo alla promozione e al marketing della città”.

Per il Pdl, Sandro Bellei ha attribuito le difficoltà della Fiera “anche alla crisi” e ha sottolineato che sull’argomento la maggioranza ha “poche idee ma confuse: vorrei chiarezza sia sul calendario, sia sulla manifestazione. Non può essere programmato il sabato in un posto, la domenica nell’altro e l’anno dopo fatto sparire. Ci vorrebbe una mozione più chiara”. Gian Carlo Pellacani si è detto d’accordo sul termine della concessione decennale e sul periodo transitorio nel 2013. “E’ legittima anche la scelta di portare l’evento in centro storico”, ha aggiunto. “Quello che non va è la mozione del Pd quando parla di ‘qualità’, perché c’è una scelta a priori che va a demotivare gli operatori del Novi Sad. Questo aspetto andava molto più sfumato nel tentativo di riunificate il mercato”. Per Michele Barcaiuolo “siamo di fronte a una delibera e a un ordine del giorno che non solo provocheranno in maniera palese qualche ingiustizia ma che creeranno anche un danno effettivo alla città. Rispetto a una scelta politica legittima che poteva essere condivisa, cioè riportare in centro la fiera antiquaria, le modalità con cui si fa non sono condivisibili”. Adolfo Morandi ha indicato nella volontà del Comune di portare la manifestazione in centro storico la causa della spaccatura tra gli espositori: “Tale volontà confligge con quella degli operatori – ha affermato – e ora si va a sopprimere una manifestazione come la fiera dell’antiquariato che era di grande rilievo e importanza per la città, e che durava da 34 anni”.

Anche Eugenia Rossi, Idv, ha attribuito un peso specifico al momento storico: “La difficoltà della Fiera non è attribuibile solo agli espositori, ma alla crisi che stiamo vivendo. Si sta evidenziando un’incompetenza imbarazzante”, ha detto. “E’ inaccettabile la distinzione tra antiquariato di qualità in centro e non di qualità al Novi Sad. La professionalità si garantisce con la liberalizzazione”.

Per Nicola Rossi, Lega moderna, “il mercato ha già preso le sue decisioni, visto che al Novi Sad gli espositori rimasti sono circa una quindicina. Siamo d’accordo nel dare a tutti l’opportunità di svolgere questa attività, anche insieme ad altre offerte merceologie, ma sulla mozione siamo perplessi perché se anche fare politiche di indirizzo potrebbero essere interessante, probabilmente dopo poco andrebbero riviste”.

In dichiarazione di voto, Vittorio Ballestrazzi, Modenacinquestelle.it, ha definito “importante per la città” il mercato dell’antiquariato e ha sottolineato la necessità di “fare un mercato di alta qualità, con tutti i controlli necessari”. Per Ballestrazzi non ci sono lati positivi: “Ci sono stati troppi contrasti – ha detto – e ciò dimostra che qualcosa non è andato bene”.

Per il Pd, Stefano Prampolini ha dichiarato di avere “idee chiare e precise”. Il 2012 sarà un “anno sabbatico, nel quale vorremmo dare un rilancio e una forza nuova a un evento che ha quasi 40 anni di storia. Il Novi Sad era la sede appropriata quando c’erano grandi numeri. Nel tempo la fiera ha perso di interesse per vari motivi, nonostante il costante sostegno dell’Amministrazione comunale”. Michele Andreana ha spiegato che il Pd avrebbe voluto una delibera di indirizzo che già indicava un percorso. “Non siamo stati in grado di farlo quindi impegniamo l’Amministrazione a presentarla entro 30 giorni”, ha detto. “Deve essere garantita anche a chi vuole restare al Novi Sad la possibilità di poter lavorare. Nulla vieta che dopo qualche anno di sperimentazione si possa fare nuovamente una concessione decennale tra eventi che non siano in contrapposizione tra loro, ma in sinergia”. Salvatore Cotrino ha definito quella della legge regionale del ‘99, che prevede concessioni decennali, “una logica superata”. Secondo il consigliere, infatti, “il valore di un mercato è la sua capacità di essere attrattivo per i clienti. Meglio utilizzare la modalità dell’evento/organizzazione annuale”. Per qualità, ha spiegato, “si intende l’attinenza dei prodotti presentati al regolamento: chiunque sia in regola può partecipare all’evento”.