
Rivendichiamo la giustezza della nostra iniziativa, in quanto non vi erano alternative che promuovere un referendum abrogativo contro questa pessima legge elettorale.
La maggior parte delle forze politiche, alla luce dei nostri risultati, ne avevano condiviso il senso e la necessità, ma senza un vincolo esterno, quale sarebbe stata la scadenza referendaria, a premere per una decisione sul tema, oggettivamente, oggi è tutto più difficile.
Fuori dalla Corte, ci pare, che non si sia percepito fino in fondo il senso di questo referendum, nonostante l’imponente numero delle firme raccolte, a testimonianza invece dell’ampio valore sociale e civico della nostra iniziativa.
Trasformeremo questo pessimismo in pressione democratica a tutela della dignità della politica e delle istituzioni, anche di quelle forze politiche che oggi potrebbero furbescamente disinteressarsene.
(Per il Comitato modenese: Vittorio Molinari, Livio Filippi, Alessandro Borghetti, Ennio Cottafavi)

