
Domenica la delegazione italiana ha visitato il Teatro dell’Opera di Goteborg (la seconda città della Svezia, dove è stata ricevuta), mentre lunedì – dopo una presentazione storico-culturale della città e delle caratteristiche del distretto – è iniziato un vero e proprio percorso che ha portato i reggiani prima alla scuola primaria Lillekarr e in seguito alla Karra Ang, scuola dell’infanzia. Il giorno successivo, mete della visita sono state altre due scuole dell’infanzia, la Grinnekullen e la Stella, quest’ultima una delle più grandi del territorio.
Nel corso di questi tre giorni i sindaci hanno potuto toccare con mano come, in una realtà tanto lontana dalla nostra, gli asili della Bassa Reggiana siano stati presi a modello nella costruzione di quelli svedesi grazie ai continui scambi culturali e ai contatti che proseguono da anni. Interessante anche l’analisi delle differenze, come la disposizione della cattedra all’interno dell’aula (non centrale), la gestione del tempo prolungato con attività a scelta, l’obbligo per i bambini di stare senza scarpe e l’utilizzo di materassini dalle forme più disparate per l’ora della “nanna”. Nelle tante ore passate nelle scuole, i sindaci hanno avuto modo di interagire a lungo con bambini e insegnanti, e di rafforzare alcuni capisaldi del gemellaggio. “In primis – spiega Giammaria Manghi – questa visita ha rappresentato la logica prosecuzione del patto di collaborazione siglato nei mesi scorsi a Poviglio, a nome dell’Unione dei Comuni, con i componenti della delegazione svedese. Abbiamo gettato le basi per nuovi scambi formativi, che quest’anno porteranno nella Bassa 60 insegnanti svedesi, divisi in tre gruppi. A seguire, si è convenuto di partecipare a un bando europeo sui diritti dell’infanzia, con un occhio di riguardo all’aspetto dell’integrazione e dell’immigrazione, che negli ultimi tempi stanno interessando molto il distretto svedese. Infine, abbiamo pensato di avviare in autunno un confronto dal punto di vista amministrativo: con il coinvolgimento di sindaci e di altre figure puntiamo a creare un tavolo d’analisi che permetta di mettere a confronto le due realtà. In questi anni, infatti, a Goteborg vi è stata un’importante riorganizzazione politico-amministrativa che ha portato alla riduzione del numero dei distretti”.

