
Anche a Sassuolo, nei giorni immediatamente successivi al 25 Aprile, accaddero cruenti e ingiustificabili episodi (con eliminazioni sommarie) che traevano origine da una violenza cieca e vendicativa che era difficilmente riconducibile alle ragioni scaturite dal conflitto che portò alla pur dura lotta di Liberazione.
Ecco perché il Sindaco Luca Caselli, che ha sottolineato nel suo intervento la crudeltà insensata di una stagione dominata dall’odio, ha inteso ricordare, già dallo scorso anno e con una semplice quanto simbolica ma significativa Cerimonia pubblica, quei tragici avvenimenti, coloro che persero la vita, sacrificati sull’insensato altare del clima d’odio che pervase i mesi immediatamente successivi all’avvenuta cessazione del conflitto.


