
La tecnologia usata è quella di produzione di biogas con digestione anaerobica delle biomasse agricole, una tecnologia consolidata e oggi diffusa in una decina di impianti simili presenti in provincia di Modena. Nel merito, l’impianto utilizzerà in via esclusiva i liquami prodotti dall’allevamento suinicolo di via Valluzza a Nonantola, liquami che oggi sono stoccati in lagoni posti in prossimità dell’allevamento e del nuovo impianto. I liquami costituiscono circa il 75% delle biomasse utilizzate che sono completate per altre 3000 tonnellate da paglia di cereali e per 4725 tonnellate da sfarinati di cereali.
L’energia elettrica verrà immessa in rete, mentre quella termica verrà in parte utilizzata nel processo di produzione e la rimanente verrà convogliata nel magazzino adiacente del Consorzio Agrario. All’azienda agricola è stato prescritto di presentare entro due anni un progetto che preveda ulteriori utilizzi del calore prodotto dall’impianto di cogenerazione; questa ulteriore progettazione sarà sviluppata d’intesa con il Comune di Nonantola e terrà conto anche delle esigenze energetiche di strutture di interesse pubblico raggiungibili ed accessibili dall’impianto.

