
E’ stato il sacrestano della chiesa di Castiglion Chiavarese infine a dare la prima chiave di lettura ai carabinieri, raccontando che uno dei ‘fedeli’ parlando della pala dell’altar maggiore, aveva chiesto informazioni sulla rete di sicurezza, apprendendo che c’era un allarme elettronico. Nottetempo, i ‘fedeli’ sono tornati nella chiesa e dopo aver rubato nella stanza del sacrestano, portando via armi antiche e telecomando dell’allarme, si sono appropriati delle due pale, una dei Seicento attribuita a Giuseppe Passano e una del Settecento oltre a tre dipinti di splendida fattura.
I carabinieri, attraverso l’analisi delle celle, sono arrivati ai due fedeli che per portarsi via le pale le hanno caricate sul tetto della macchina poi hanno una ‘staffetta’ sull’Aurelia e preso infine l’autostrada A15. A quel punto, anche il telepass ha contribuito a inchiodare la banda.
Il capo, P.N., 64 anni, ex direttore di banca residente a Reggio Emilia, ha detto ai carabinieri di essere un ‘esteta’: nella sua casa-museo di Reggio Emilia c’erano oltre quaranta tele, pale d’altare, uno splendido reliquiario policromo del 1700 sottratto in una chiesa di Corniglio (Pr), alcune croci lignee del Seicento e Ottocento e tre preziosi dipinti del Novelli portati via da una chiesa a lendinara (Ro). Altre opere d’arte sono state trovate in alcuni box in uso alla convivente di P.N. di Reggio Emilia. In carcere sono finiti anche G.B., antiquario emiliano di 63 anni e S.V., 64 anni, titolare di un night a Sassuolo.
La gip di Chiavari (Ge), che ha coordinato le indagini, ha disposto gli arresti domiciliari per tre dei quattro responsabili. Una quinta persona, che secondo i carabinieri faceva parte della ‘Banda dei sessantenni’ era stata arrestata a Bologna per detenzione di proiettili parabellum.

