
Dopo l’approvazione dello Statuto della Fondazione da parte del Consiglio comunale, infatti, la Giunta ha approvato venerdì 29 giugno l’accordo che definisce alcune delle modalità di gestione, tra cui appunto l’assunzione a tempo indeterminato del personale.
“Alcune insegnanti saranno invece comunali per garantire la continuità didattica rispetto ai bambini già seguiti” aggiunge l’assessore all’Istruzione Adriana Querzè sottolineando che il contratto che sarà definito nei prossimi giorni dal cda della Fondazione “garantirà, oltre all’assunzione a tempo indeterminato, condizioni economiche e normative ben migliori di quelle descritte dai sindacati in queste settimane, grazie anche alla previsione di un contratto integrativo”.
L’accordo approvato definisce in tre milioni e mezzo di euro in tre anni il finanziamento del Comune per le quattro scuole, oltre alle rette delle famiglie, e prevede parità di trattamento tra le scuole comunali e quelle della Fondazione rispetto al pre-scuola, al post-scuola, all’insegnamento di musica e inglese, oltre a eventuali nuove attività che dovessero essere sviluppate.
In base alle linee di indirizzo già votate dal Consiglio comunale, il Comune è “Fondatore originario” di Cresci@mo e “in un momento successivo potranno aderire, in qualità di Fondatori Aderenti, altri soggetti, purché esclusivamente pubblici”. Al termine del primo anno è prevista una verifica sui costi di gestione e sulla qualità del servizio e del lavoro, sentendo anche i pareri di genitori e dipendenti. Le ammissioni continueranno a essere definite dal settore Istruzione con un centro unico per le iscrizioni e le rette saranno uguali a quelle delle scuole comunali. Attualmente il sistema di servizi educativi e scolastici dai 3 ai 6 anni è a gestione mista, così strutturato: 22 scuole d’infanzia comunali, 24 convenzionate (tra queste, anche le scuole cattoliche aderenti alla Fism) e 11 statali, cui si aggiungono quattro scuole in concessione e due in gestione a Fondazioni (derivate dagli ex “Istituti pubblici di assistenza e beneficenza”).

