Migliorare in Sicilia l’offerta delle cure ad alta specialità nel campo della neuroriabilitazione e ridurre i viaggi  in Emilia-Romagna dei pazienti siciliani che hanno bisogno di queste cure, evitando disagi a loro e alle loro famiglie. Questo è l’obiettivo di un protocollo d’intesa tra Regione Emilia-Romagna e Regione Siciliana, siglato a Roma dall’assessore alle politiche per la salute dell’Emilia-Romagna Carlo Lusenti e dall’assessore alla salute della Regione Siciliana Massimo Russo nei giorni scorsi.
Il protocollo d’intesa prevede la gestione del Centro di medicina fisica e riabilitativa “Vanico”, con sede a Castelvetrano (struttura privata accreditata che opera per conto dell’Azienda sanitaria di Trapani), da parte dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, che ha nel Dipartimento di riabilitazione “San Giorgio” un centro di eccellenza per l’assistenza alle persone con gravi compromissioni delle funzioni motorie e cognitive dovute a gravi traumi o a patologie acute e croniche altamente invalidanti.
Nella struttura saranno attivati  90 posti letto dedicati alla neuroriabilitazione e saranno sviluppate prestazioni specialistiche  riabilitative per malattie del sistema nervoso centrale, traumatologia, ortopedia, neurochirurgia. Aspetto peculiare del protocollo d’intesa è l’obiettivo di favorire la formazione sul campo di medici e infermieri, di creare equipe “miste” con operatori dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e della struttura privata accreditata, di favorire lo scambio tra le due Aziende sanitarie nella formazione, nella ricerca, nella gestione congiunta di specifici percorsi di cura.
L’Emilia-Romagna e la Regione Siciliana sono impegnate a costituire un gruppo di lavoro con il compito di sviluppare il progetto, con la previsione di avviare l’attività assistenziale già dal dicembre di quest’anno.
Il protocollo d’intesa rappresenta l’estensione all’area della riabilitazione della  collaborazione avviata lo scorso anno dalle due Regioni con l’apertura di un Dipartimento dell’Istituto Ortopedico Rizzoli,  a Bagheria in una struttura (Villa Santa Teresa) confiscata alla mafia, operativo dal 1° febbraio di quest’anno per le visite e dall’aprile per gli interventi chirurgici. L’esperienza costituisce una novità in Italia: è la prima volta che un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico pubblico, quale è l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, esporta le sue competenze e le sue conoscenze in un’altra Regione con l’obiettivo di ridurre la mobilità sanitaria.
Proprio in materia di mobilità sanitaria, le due Regioni hanno siglato un altro e  specifico accordo biennale, in vigore dal primo luglio di quest’anno, che prevede la qualificazione dell’offerta sanitaria in Sicilia per ridurre i flussi di pazienti verso l’Emilia-Romagna, nel rispetto delle scelte dei cittadini che sono comunque liberi di farsi curare dove ritengano più opportuno, e dei principi del Servizio sanitario nazionale. L’accordo prevede che non vi siano vincoli in termini di mobilità sanitaria per quanto riguarda i trapianti e la chirurgia oncologica (e prestazioni connesse).