Diciamo la verità: il nuovo piano sosta è una tassa per pagare il parcheggio interrato del Novi Park, voluto dall’amministrazione e dall’ex-assessore all’urbanistica Sitta. Come si può dire che semplificherà il parcheggio in centro se semplicemente trasforma quelli che erano parcheggi liberi in parcheggi a pagamento? I lavoratori si vedranno portare via 200 euro l’anno per posteggiare esattamente dove posteggiavano ieri gratis, cifra che raddoppierà in tre anni. Non ci sarà beneficio dal punto di vista della salute perché non c’è nessuna proposta concreta per disincentivare l’uso dell’auto in centro e abbattere così le emissioni dei pm10, il cui limite come denunciava Legambiente ieri è già stato superato 28 volte: tre volte in più del bonus annuale previsto di 25. Anzi per difendere il piano sosta l’assessore Sitta ci tiene a precisare che l’abbonamento annuale alla sosta costa meno di quello per prendere il bus. Come se avere un servizio pubblico caro e poco efficiente per i pendolari e chi deve andare o rientrare dall’ufficio fosse qualcosa di cui vantarsi. Abbiamo già visto che in una settimana sono state raccolte circa mille firme contro questo piano e sono numerose anche le lettere di protesta dei commercianti che hanno attività nella zona limitrofa al centro e che magari vedranno una parte dei loro clienti spostarsi verso le aree commerciali. Non crediamo che questo tipo di scelta sia di qualche incentivo a chi ha attività e uffici nella zona limitrofa al centro, oltretutto questa tassa verrà pagata con l’amara consapevolezza che probabilmente neanche un euro dei ticket finirà nelle casse comunali. Per cui non si vede davvero quale sia il beneficio per la collettività. Poi vorremmo chiedere un ultima cosa all’amministrazione. Nelle aree delimitate dal nuovo piano sosta qual’è la proporzione fra parcheggi gratuiti e quelli a pagamento?! E la distanza media dal centro degli uni e degli altri?!
(Giuseppe Dorati, Coordinatore Cittadino IDV Modena)

