
Nino Di Matteo è in magistratura dal 1991. Sostituto procuratore della Repubblica presso la Dda di Caltanissetta dal ’92 al ’99 e pubblico ministero della Dda di Palermo dal ’99, ha indagato sulle stragi dei magistrati Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e delle loro scorte, e sull’omicidio del giudice Antonino Saetta. Pm in numerosi processi a carico di centinaia di mafiosi dell’ala militare di Cosa nostra e di fiancheggiatori di Bernardo Provenzano, si è occupato di molti casi riguardanti i rapporti tra mafia, politica e istituzioni. Attualmente è impegnato nei processi per la cosiddetta “trattativa” tra mafia e Stato. Da due anni è presidente dell’Associazione nazionale magistrati di Palermo.
L’appuntamento modenese con Nino di Matteo cadrà a pochi giorni dal ventesimo anniversario della strage di via D’Amelio in cui perse la vita Paolo Borsellino, al quale Di Matteo guarda come a un maestro di lotta antimafia e coraggio.
“Provavo la rabbia per una strage annunciata, per uno Stato che non era riuscito a evitare ciò che tutti prevedevano, cioè l’uccisione di Paolo Borsellino – ha dichiarato il magistrato di Palermo – L’indignazione, il pianto, il disorientamento lasciarono spazio alla consapevolezza che non potevo più tirarmi indietro. Era il momento in cui dovevo dare tutto, assicurare il massimo dell’impegno e della dedizione per poter fornire anche solo un piccolo contributo nella lotta contro il sistema di potere mafioso. Una lotta di liberazione, una catarsi etica e morale, prima ancora che sociale e giudiziaria. Con questi sentimenti, con tanto entusiasmo e altrettante incertezze e paure, presi possesso delle mie funzioni di sostituto procuratore della Repubblica a Caltanissetta il 16 settembre 1992”.

