
Per lo scultore sono importanti la plasticità, il colore, la grana e la purezza, prima e dopo la cottura. Per le tecniche miste l’argilla può variare da naturale a terraglia rossa, contenente ferro e più conosciuta come “terracotta”.
Il raku. Antica tecnica giapponese, importata prima in America poi in Europa nel secolo scorso. Ad oggi alcuni accorgimenti si riallacciano a quella tipologia, ma molti ceramisti hanno elaborato loro linee personali, mantenendo inalterato il sapore del “Raku”. Ogni pezzo viene smaltato e portato a una temperatura di 950 °C in un contenitore (forno) a cielo aperto, esigenza contingente dovuta alla quantità di fumo che emana la procedura. Successivamente, con apposite pinze, si toglie l’oggetto incandescente dal forno, per fare in modo che questo subisca il processo della riduzione. Le tipologie sono svariate e fantasiose. La mancanza di ossigeno in riduzione determina l’alchimia vera e propria del Raku. Ogni colore subisce, a seconda della maestria, dell’esperienza e anche dei materiali, variazioni cromatiche assolutamente uniche e irripetibili.
Odo Camillo Turrini nasce nel 1954 a Gombola (Modena) e da oltre venticinque anni vive e lavora a Castellarano (Reggio Emilia).
Inizia presto il contatto con la ceramica per questo artista emiliano, che, finiti gli studi tecnici, trova nella realtà ceramica del territorio un punto di riferimento che diventerà nel tempo una vera e propria vocazione artistica personale. Turrini dal 2004 ad oggi si è cimentato in circa una trentina di mostre, esponendo nel territorio ceramico, ma anche ad Udine, Trento e in Belgio.
Oltre ogni elemento – Mostra di Odo Camillo Turrini
Dal 1 al 23 settembre. Aperture: Sabato e Domenica, ore 10- 13 / 15 – 19
Inaugurazione: sabato 1 settembre, ore 17
Appartamento Estense, Rocca dei Boiardo, Scandiano

