Leggo, non senza stupore, sulla stampa locale gli attacchi personali al sottoscritto a fronte di una legittima critica sulla gestione del consorzio Vita, evidentemente qualcuno ha la coda di paglia, ma resto sereno.

“Il signor Rinaldi invece di vive di politica e si è visto” (cit. Roberta Pelloni presidente del consorzio)… nulla di più falso, come consigliere del consorzio vita non percepisco alcun gettone, come consigliere comunale neppure e come consigliere provinciale circa 250-450 euro al mese dipendentemente dei consigli convocati, per cui certo non ci si vive.

Il fatto di non aver partecipato ad alcuni consigli d’amministrazione, peraltro non essendo l’unico si dovrebbe porre delle domande il Presidente Pelloni anziché attaccarmi, è dovuto al fatto che comunque, essendo consigliere comunale, sono al corrente delle attività, e per un certo periodo ho pure avuto fiducia dell’attuale gestione e della passata, assai più attenta alla gestione degli equilibri interni, oggi non più.

Per quello che riguarda l’intervento, che reputo imbarazzante, del consigliere comunale Maurizio Giovini, faccio presente che l’immagine di Castelvetro è offesa dall’amministrazione e dalla maggioranza politica di cui lui fa parte, oggi impantanata e nell’immobilismo più disarmante, che ha come normale risultato quello di far scappare le aziende del territorio, questa si che è la vostra “promozione territoriale”, non sono sufficienti le feste in maschera e i fuochi artificiali, occorrono le idee, che la sinistra Castelvetrese non ha più.

Caro Giovini di “controproducente” quindi c’è la politica dell’amministrazione.

E poi di quale volontariato parla Giovini? Di quello a cui io chiedo i bilanci, i quali poi puntualmente non mi vengono forniti? L’associazione Dama vivente, ad esempio, si avvale della norma che gli consente di non fornire i bilanci, anche con un consigliere di minoranza, è una vergogna…questo offende caro Giovini! Altroché i miei interventi, dov’è la trasparenza quando si chiedono rimborsi spesa non motivati?

Il consorzio Vita non è e non dovrebbe essere un consorzio di produttori di vino, anche, ma non solo, dovrebbe essere più precisamente un ente di valorizzazione dell’intero tessuto produttivo, oggi cosi non è!

Come fa il presidente del consorzio vita parlare di successi? Quando i produttori che hanno aderito alla festa dell’uva di quest’anno sono solamente 11-12 circa di una moltitudine assai più vasta presente sul territorio, la realtà è che l’attività attuale del consorzio non è “sentita” dall’economia del paese, e la gestione autoreferenziale non è premiante.

La mia opinione che ribadisco con forza è che cosi com’è oggi il consorzio Vita andrebbe chiuso o privato dei sussidi pubblici, dopo vediamo che viveva grazie ai sussidi pubblici e chi no!

(Rinaldi Bruno, consigliere comunale, provinciale P.D.L e consigliere nel consiglio di amministrazione consortile)