
Gianna Jessen è nata a Los Angeles in una clinica per aborti. I suoi genitori biologici avevano 17 anni quando, alla fine del sesto mese di gravidanza, consigliarono loro di abortire con un aborto salino tardivo, una tecnica usata prevalentemente dopo il terzo trimestre di gestazione. Gianna sopravvisse all’aborto e venne trasferita in ospedale. Pesava solo nove etti e la carenza di ossigeno causata dall’aborto le aveva procurato una paralisi cerebrale e muscolare, che però non le ha impedito di imparare a camminare con un tutore all’età di 3 anni. Poco dopo fu adottata e a vent’anni, grazie alle cure mediche e alla fisioterapia, riuscì a muoversi senza aiuti, seppure con difficoltà. Oggi Gianna gira il mondo raccontando la sua storia. Famosi i suoi interventi tenuti al Congresso degli Stati Uniti d’America e alla Camera dei Comuni del Regno Unito.
Domani sera a Campagnola, Gianna Jessen imbastirà un dialogo virtuale con Oriana Fallaci, autrice del famoso libro “Lettera a un bambino mai nato” per aiutare a riflettere sui valori della vita e sulla vita, sommo valore dell’uomo.
L’incontro, organizzato dall’Unità Pastorale di Campagnola e Cognento, anticipa il film “October Baby”, che uscirà nelle sale cinematografiche di tutta Italia nelle prossime settimane, e di cui è disponibile la visione in anteprima del trailer originale presso la parrocchia di Campagnola.

