
Noi, a differenza di altri che ratificano le nomine di partito e votano sulla base delle logiche di spartizione politica, continueremo a votare in maniera conforme a ciò che riteniamo giusto in riferimento al solo ed esclusivo interesse della città. Oggi ci troviamo di fronte ad un colosso che agisce in regime di monopolio di fatto, governato da persone scelte dai partiti e da logiche lontane dal territorio e dai cittadini. Noi vogliamo dare un segnale chiaro e dire NO”
Lo ha affermato il Sindaco di Sassuolo Luca Caselli illustrando la delibera sulla fusione per incorporazione di Acegas-Aps Holding in Hera.
“Nel merito del processo di fusione sono tante le motivazioni politiche che ci portano a dire no a questa operazione.
Prima di tutto è inopportuno che i cittadini, ma soprattutto gli amministratori sindaci dei comuni soci di Hera, abbiano appreso dell’operazione in atto dai giornali.
Inoltre Hera, al termine delle tre tappe del processo di fusione, avrà sempre meno peso all’interno della nuova società. Al termine delle tre fasi del processo di fusione la componente rappresentata dagli enti della provincia di Modena passerà dal 12,58 al 9,8%. Ciò significa che gli enti locali ed i territori che la compongono avranno sempre meno peso e saranno sempre più lontani dai centri decisionali. Il peso di Sassuolo, come centro decisionale, si alleggerirà sempre di più insieme al sempre inferiore peso degli enti locali della provincia di Modena.
Nella fase tre della fusione gli enti locali saranno di fatto soppiantati da un nuovo grande ente, il Fondo strategico italiano, che viene definito ente pubblico e visto da chi vota si alla fusione come un ente locale ma che in realtà, per dimensione e struttura, non lo è. Per questo dire si alla fusione significherebbe anche abdicare ai principi fondanti di Hera in quanto ente con mission, struttura e gestione territoriale.
Al problema del governo di Hera e della nuova società che nascerà dalla fusione – ha proseguito il Sindaco – si aggiunge quello della qualità dei servizi: Con la crescita di Hera, la società si è allontanata sempre di più dai cittadini e con la fusione, questa distanza continuerà ad aumentare. Oggi il servizio di raccolta dei rifiuti, pagato caro e fornito in un regime di monopolio di fatto, a Sassuolo presenta numerose criticità. Anni fa, però, per un Sassolese, bastava andare agli uffici Sat per comunicare con l’azienda. Oggi deve chiamare un call center. Domani, per segnalare un problema nei cassonetti sotto casa, dovrà forse chiamare Trieste.
Inoltre questa fusione scontenta sia chi vuole l’acqua pubblica sia chi è favorevole alle privatizzazioni.
Per questi motivi credo sia importante esprimere con chiarezza il voto negativo del Comune di Sassuolo a questa fusione. Più che un voto politico è un voto di buon senso. La fusione ci sarà lo stesso ma da Sassuolo vogliamo lanciare un altro segnale importante e contrario alla logica di chi vuole la cittadinanza ed i territori sempre più lontani dalle decisioni ed il governo della società affidata a persone non scelte sul mercato per competenza, ma nelle stanze dei partiti”

