
Nel prossimo Consiglio presenteremo un’interrogazione per conoscere quali reperti archeologici sono stati rinvenuti presso le altre cave del Polo 8, le modalità e la tempistica con cui avvengono i controlli da parte della Soprintendenza. Vorremmo comprendere le ragioni che hanno portato a pianificare attività estrattive in una delle aree più tutelate e fragili della Provincia. L’area del Polo estrattivo n. 8 infatti, non è solo di accertata rilevanza archeologica, ma è anche vincolata dal PTCP e dal Piano Regionale di tutela delle Acque (PTA) per l’elevata vulnerabilità all’inquinamento delle acque di falda che alimentano gli acquedotti del nostro Comune, di Modena, di Castelnuovo e Castelvetro.
Gli stessi Amministratori, prima tutelano (sulla carta) poi lasciano stravolgere una terra che porta in sé la nostra acqua e la nostra Storia. La normativa di tutela esiste, ma non riesce ad impedire il degrado. Cos’è allora, una foglia di fico?
Si è scavato talmente tanto che San Cesario dovrebbe essere il “Kuwait” della ghiaia. E invece, l’Amministrazione stenta a trovare i soldi per ampliare la scuola finendo così per aumentare le tasse (es. addizionale IRPEF). Importa a qualcuno?
Quando si insediano i nostri Amministratori prestano giuramento sulla Costituzione, che, all’articolo 9, fa così: “la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico ed artistico della nazione”. Avranno capito cosa significa?
(Il Capogruppo – Sabina Piccinini)

