“Invece che agli scioperi generali, di questi tempi più dannosi che efficaci, la Cgil pensi a sostenere la no tax area per le aree terremotate. Gli ultimi dati di Intesa Sanpaolo dimostrano che, andando avanti così, quella del sisma è destinata a diventare un’area depressa, quando, con la zona franca, la si sarebbe potuta trasformare in un’area attrattiva e ricca di opportunità”.

A dirlo è il capogruppo leghista in Regione Mauro Manfredini, polemizzando con la Cgil che nelle scorse ore è tornata a chiedere di ”sospendere ogni tipo di trattenuta fiscale sui lavoratori e i pensionati danneggiati, fino al giugno 2013”. “Anche di fronte a scenari allarmanti, la Cgil si dimostra restìa ad accogliere la nostra proposta della zona franca, unica misura strutturale per rialzare un’economia in ginocchio. Siamo allarmati. Gli ultimi dati del servizio studi di Intesa Sanpaolo evidenziano un crollo netto in alcuni dei settori d’eccellenza del modenese come biomedicale e maglieria. Chi dovrebbe tutelare i lavoratori dovrebbe avere a cuore anche le imprese, primo bacino occupazionale”.

“Si lascia che crisi e terremoto travolgano le nostre imprese – precisa Manfredini -, mentre affoghiamo in una burocrazia che in tre mesi non è stata ancora in grado di mettere a disposizione dei terremotati i 15 milioni di euro frutto delle donazioni di sms. Questo Governo ha pure avuto la sfacciataggine di concedere nel decreto sviluppo 12 zone franche, quando da mesi l’Emilia colpita dal sisma richiede invano identici provvedimenti”.

“In controtendenza rispetto a queste istituzioni sorde alle richieste del territorio – aggiunge il commissario provinciale della Lega Nord di Modena Graziano Fiorini –, nelle prossime settimane partiremo con una serie di iniziative di coinvolgimento delle associazioni di categoria e della società civile tutta, per accogliere le loro istanze e farne proposte concrete da inserire nella nostra agenda politica. Sarà anche il modo per concentrare tutte le voci che in questi mesi si sono espresse a favore della no tax area e predisporre un documento unitario per rilanciare la proposta, non più differibile”.