
Consumi fermi al palo come ricorda Confesercenti che anche sul territorio modenese – in cui complici la crisi, la diminuzione del reddito disponibile, la forte incertezza riguardo le prospettive dell’economia, l’appesantimento del carico fiscale, l’aumento consistente di alcune voci di spesa fisse quali abitazione, utenze e trasporti – segnano una stagnazione senza precedenti. “Rispetto il periodo gennaio–giugno dell’anno passato, il primo semestre 2012 ha fatto registrare una flessione del 5,6% – fa sapere l’Associazione imprenditoriale citando la recente rilevazione del proprio Osservatorio economico – Dato che attesta bene la gravità della situazione, e per giunta doppiamente preoccupante: se consideriamo che dal monitoraggio effettuato da Confesercenti, sono state escluse le imprese dei comuni colpiti dal sisma”.
E i numeri per quello che riguarda Modena e provincia sottolinea l’Associazione, confrontati coi primi sei mesi dell’anno passato sono lapidari: -9,7% il calo dei consumi nel settore alimentare/vendita al minuto, con la contrazione dei ricavi che colpisce pesantemente i negozi specializzati: “Le famiglie si orientano sempre di più verso prodotti di basso costo”; -5,3% nell’extralimentare: abbigliamento soprattutto, ma anche elettrodomestici, auto etc.: “Si acquista solo per necessità”; -11,4 in bar, ristoranti e locali pubblici in genere: “La rinuncia a pranzi e cene al ristorante, ma anche i ben più economici consumi al bar sono un significativo indicatore del calo del reddito disponibile di singoli e famiglie”. Entrando ancor più nel dettaglio Modena e i comuni dell’Unione del Sorbara, riescono a contenere la perdita di fatturato registrando un -4.0%; l’area del Frignano segna un -4,8% mentre il distretto ceramico un -5,2%. Risultano fortemente in difficoltà invece le imprese ubicate nell’area dei comuni delle Terre dei Castelli che registrano un allarmante -11,0%, senza precedenti.

