Era presente anche la presidente di Confagricoltura Modena Eugenia Bergamaschi all’incontro romano di lunedì scorso tra il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani e il presidente del Consiglio Mario Monti. Insieme ai presidenti delle altre associazioni di imprenditori modenesi, Cristiano Fini della CIA, Erio Luigi Munari di Lapam, Luigi Mai di CNA e Lauro Lugli di Legacoop, la Bergamaschi, delegata da Confagricoltura nazionale a rappresentare anche la Lombardia e il Veneto, si è fatta portavoce degli imprenditori della Bassa, messi in ginocchio dal sisma del maggio scorso.
«L’incontro con il presidente Monti – spiega la presidente Bergamaschi – è stato positivo, sembra che il premier abbia recepito le nostre richieste, mostrando una notevole sensibilità. Il presidente Errani ha spiegato perfettamente la situazione al premier Monti, illustrando le nostre richieste al Governo. Il presidente Monti si è dimostrato attento alle nostre richieste e questo mi ha fatto molto piacere, perché fino a quel momento i vari sottosegretari all’Economia avevano sempre creato una sorta di sbarramento. Come al solito i burocrati all’interno dei ministeri dimostrano poca sensibilità, mentre Monti nel corso del nostro colloquio di un’ora ha capito ciò che chiedevamo e con grande intelligenza ha cercato di dare delle risposte concrete. Ad Errani va il mio grazie a nome di tutta Confagricoltura per l’ottimo lavoro che sta facendo, e lo stesso vale per l’assessore Muzzarelli».
Decisivo, secondo la presidente di Confagricoltura Modena, l’incontro del 12 novembre scorso alla Camera di Commercio: «In quella occasione abbiamo portato la testimonianza di imprenditori esasperati. Da quell’incontro c’è stata una presa di coscienza da parte di tutti, dal presidente Errani a tutto il mondo politico modenese. Errani ha mantenuto le promesse, si è fatto carico della situazione ed è andato a discutere a Roma, mentre i parlamentari modenesi si sono mossi con maggiore determinazione e si sono dati molto da fare. Anche a loro va il nostro grazie».

