
Nonostante la virata continui ad essere un suo limite ( e nei 1500 ce ne sono 58…), ha dovuto come non mai controbattere la strategia degli avversari che hanno cercato di stroncarlo con una partenza sprint e mandarlo in acido lattico.
La rincorsa è durata metà gara, anzi 800 metri per ricucire lo “strappo” ed iniziare a giocare a carte scoperte con Joensen e Glaesner che avevano dettato il ritmo iniziale.
Era stato chiaro il concetto di Stefano Morini espresso in mattinata durante le serie lente. Il tecnico livornese che cura il centro federale di Ostia aveva risposto alla domanda sulle grandi attese nei confronti del carpigiano “Gregorio sta bene. Basta doppiare Chartres” e detto così sembrava facile. Il tempo finale è stato molto simile, il risultato .. quasi. Con uno sprint iniziato ai 1400 metri il danese e campione uscente Mats Glaesner ha portato a casa il titolo con il tempo di 14’30.01, il nostro campione è stato argento con 14’31.13. Terzo e scoppiato un altro specialista della corta l’alfiere delle FaerOer, Pal Joensen con 14’36.93
“Non è un mancato oro è un grande argento” ha chiosato il capo della spedizione azzurra Butini. Ha ragione: battuto ma non sconfitto.

