
In base a tale decisione sono stati respinti i diciotto ricorsi presentati da altrettanti laureati in Farmacia che chiedevano che le nuove autorizzazioni potessero essere assegnate direttamente ai privati, anche allo scopo di favorire la concorrenza.
La vicenda riguarda il procedimento di revisione della pianta organica delle farmacie, che si è conclusa con una delibera di giunta della Provincia di Reggio Emilia, che ha previsto l’apertura di otto nuovi punti vendita di medicinali.
La materia, oggetto di contenzioso, è quella relativa al diritto di prelazione che consente ai Comuni di poter gestire direttamente, attraverso un’Azienda speciale (leggi Fcr), il cinquanta per cento delle nuove farmacie.
Il Tar, attraverso la sua sentenza, ha riconosciuto la preminenza delle farmacie pubbliche rispetto ai privati.
Diciotto laureati in Farmacia erano pronti ad aprire una loro attività dopo l’entrata in vigore della legge, ma così, dopo la sentenza del Tar, non potrà essere.
Ora si dovrà aspettare che le Amministrazioni locali, attraverso tempi solitamente lunghissimi, autorizzino le nuove farmacie e che assumano coloro che vi lavoreranno.
Così i Comuni avranno fra i propri dipendenti anche una schiera di farmacisti che certamente avrebbero preferito lavorare in proprio.
Ritengo sbagliata la decisione di chiudere ai privati e l’interpretazione che il Tar ha dato alla normativa. Auspico perciò un ripensamento.
Fabio Filippi

