
Con l’accusa di truffa, sostituzione di persona e usurpazione di titoli i Carabinieri di Correggio hanno denunciato alla Procura reggiana un 30enne pregiudicato leccese che ora si trova nella condizione di non poter più “usufruire” del provento della truffa in quanto i militari hanno chiesto ed ottenuto da Poste Italiane il blocco della Poste Pay incriminata con ancora del danaro che potrà essere utilizzato per risarcire il tabaccaio reggiano. Sebbene il truffatore abbia utilizzato una poste pay che era riuscito ad a intestare ad un ignaro 50enne padovano, l’escamotage non gli ha permesso di garantirsi l’impunità grazie alle meticolose indagini dei carabinieri correggesi. I militari raccolta la denuncia del tabaccaio raggirato hanno subito verificato il successivo utilizzo della poste pay accertando che la stessa era stata usata presso un’oreficeria ed un mobilificio di Scafati per l’acquisto di beni per circa 500 euro.
Dall’oreficeria salernitana i militari acquisivano i filmati che riprendevano il cliente nell’acquisto cosi’ come avveniva per il filmato del sistema di videosorveglianza del postamat, di un comune in provincia di Napoli, dove lo sconosciuto successivamente utilizzando la stessa poste pay ne ricaricava un’altra intestata ad una donna di Torre Annunziata. Grazie alle delle frequentazioni di quest’ultima i militari risalivano all’odierno indagato. Le attenzioni infatti si focalizzavano sul 30enne leccese censito in banca dati anche per precedenti specifici. Il volto immortalato nella foto segnaletica in ossesso dei carabinieri è risultato essere lo steso dello sconosciuti immortalato nei filmati acquisiti dai carabinieri nell’oreficeria di Scafati e presso il predetto postamat.
Per il finto Maresciallo scattava quindi la denuncia in ordine ai citati riferimenti violati con l‘ulteriore amara sorpresa di vedersi impossibilitato a continuare ad utilizzare la poste pay contenente peraltro danaro in quanto bloccata dal “vero” Maresciallo che ora sta continuando ad indagare. Si vuole infatti verificare, come peraltro si sospetta alla luce delle movimentazioni registrate sulla poste pay, se l’uomo abbia commesso altre analoghe truffe non a caso ribattezzate “truffe del finto maresciallo”.

