
D.C.C. e F.R. erano stati indagati per offese all’onore e al prestigio del Presidente della Repubblica, art.278 c.p., per aver scritto con vrnice spray, su un muro del capoluogo, una frase che lede l’onore e il prestigio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano; per violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, art.338 c.p., per aver scritto su tre muri diversi del capoluogo, frasi gravemente minacciose nei confronti del Procuratore Capo di Torino Dr. Giancarlo Caselli; per oltraggio a un corpo politico, amministrativo o giudiziario, art.342 c.p., per aver scritto frasi che offendono l’onore e il prestigio del Sindaco di Torino, Piero Fassino, e del Procuratore Capo della Repubblica di Torino, Giancarlo Caselli, oltre che per imbrattamento e deturpamento di cose altrui, art 639 c.p. (punto 4 comma 2), per aver imbrattato e deturpato con simboli e frasi murali effettuate con vrnice spray i muri di alcuni edifici di Reggio Emilia.
Le scritte in argomento, effettuate nella notte dello scorso 28 gennaio, erano attinenti agli arresti operati in quel periodo a carico di esponenti del movimento NO TAV di seguito alle ordinanze di custodia cautelare emesse a loro carico su richiesta dalla Procura della Repubblica di Torino. La scritta contro il Presidente Lukashenko, effettuata davanti la sede del Consolato Onorario della Repubblica Bielorussa di Reggio Emilia, invece e stata effettuata contro quel Capo di Stato poichè fortemente stigmatizzato dal Collettivo AutOrganizzato R60 per le sue scelte politiche, soprattutto in campo economico.
II provvedimento cautelare, proposto dal P.M. Maria Rita Pantani, è divenuto esecutivo a seguito di sentenza della Corte Suprema di Cassazione che ha rigettato il ricorso presentato dall’Avvocato degli indagati.

