
Pier Narciso Masi è oggi considerato uno dei massimi esponenti della musica da camera con pianoforte; ha al suo attivo innumerevoli esecuzioni pubbliche, dal duo al sestetto, in collaborazione con i più prestigiosi nomi del concertismo: tra gli altri, Uto Ughi, Franco Rossi, Pina Carmirelli, Mario Ancillotti, Cristiano Rossi. Già allievo prediletto di Edwin Fischer e Carlo Zecchi, vincitore di concorsi internazionali (tra cui la seconda edizione del concorso Pozzoli), affianca a questa sua principale attività la carriera solista. Richiestissimo docente, ha insegnato per molti anni musica da camera presso l’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola; tiene oggi corsi di perfezionamento a Firenze, Fusignano e Lucca.
Mario Ancillotti, fiorentino, è stato primo flauto dell’Orchestra della RAI di Roma e successivamente di Santa Cecilia fino al 1979. In seguito si è dedicato completamente all’attività concertistica ed appare come solista in tutta Europa, Nord e Sud America, Giappone, Russia, Israele, Nord e Sud Africa. Flautista fra i più significativi della sua generazione ha suonato in importantissimi teatri e sale ed è stato invitato in importanti Festival. Ha collaborato con numerosi grandi musicisti e compositori. Insegna ai Corsi Speciali di Perfezionamento della Scuola di Musica di Fiesole che riunisce i migliori musicisti internazionali, alla Hochschule della Svizzera Italiana a Lugano, e tiene corsi estivi in varie parti del mondo.
In programma la Sonata in mi minore K. 304 (originariamente scritta per violino) che fu terminata, come scrive lo stesso W.A.Mozart sul manoscritto, proprio «à Paris», nel 1778, durante un viaggio di Mozart con la madre, tragicamente concluso con la morte della donna, il 3 luglio. La Sonata risente del clima di quei giorni tragici di malattia e di morte. Secondo Paumgartner questo autentico capolavoro è pervaso da un “accoramento romantico, quasi schubertiano”.
Nel ciclo di Lieder Die schöne Müllerin, “La bella mugnaia” (1823) Franz Schubert narra la vicenda del giovane innamorato che viene lasciato dalla ragazza, figlia del suo padrone, invaghitasi di un attraente cacciatore. Deciso a farla finita immergendosi nel ruscello, suo unico amico e confidente, nel 18° dei 20 Lieder (su testi di Wilhelm Müller) il giovane ricorda sconsolato i fiori ormai secchi e appassiti, che ella gli diede un dì. Sulla melodia di questo Lied Schubert compose questa serie di variazioni per flauto e pianoforte.
Infine Sonata per flauto e pianoforte che fu scritta da Prokof’ev ad Alma Ata durante il secondo conflitto mondiale, nel periodo in cui, a causa dell’avanzata delle truppe tedesche, molti intellettuali sovietici erano stati trasferiti oltre gli Urali. Nel brano aleggiano anche elementi popolari tipici della zona caucasica.

