Definita la “road map” che porterà il 29 maggio prossimo alla elezione del futuro Rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.
Il 15 gennaio scorso il Senato Accademico, infatti, ha deliberato il “crono programma” delle scadenze di questo importante appuntamento che – fino ad ora – si era rinnovato con cadenza triennale. In base al nuovo “Statuto d’Ateneo”, da ora in avanti – a meno di successive modifiche – le cose cambieranno sensibilmente, poiché il Rettore resterà in carica per un mandato unico di 6 anni, senza possibilità di rinnovo.
In secondo luogo, il “Regolamento Elettorale di Ateneo” ha introdotto significative novità anche per quanto riguarda le modalità di elezione, poiché viene estesa ad una platea molto più ampia il diritto di voto, che non sarà più limitato ai soli ordinari ed associati ed ai rappresentati dei ricercatori, a qualche decina di studenti ed ai rappresentanti del personale tecnico-amministrativo, facenti parte rispettivamente del Consiglio degli studenti (una ventina in passato) e del Consiglio del Personale Tecnico-Amministrativo (una trentina).
Da quest’anno l’elettorato attivo, ovvero il diritto di voto, oltre ai circa 820 ordinari, associati e ricercatori in servizio presso l’Ateneo modenese-reggiano, sarà esteso anche ad un centinaio di studenti, ossia a tutti coloro che sono stati eletti negli organi ed organismi dell’Ateneo (anche quindi Consigli di Dipartimento e Consigli di corso di laurea e Scuole di specializzazione), ed a tutto il personale tecnico-amministrativo, col vincolo – però – che il loro voto sarà ponderato e varrà proporzionalmente per il 15% del corpo docente, attribuendogli dunque un valore di circa 120 voti.
Il nuovo Rettore, pertanto, uscirà da una competizione che vedrà i candidati contendersi circa 1.050 voti, espressione comunque di più di 1.500 aventi diritto.
“Il nuovo Statuto d’Ateneo – commenta il Rettore prof. Aldo Tomasi – ci consegna una visione più democratica dell’Ateneo, in quanto affida ad una platea molto più allargata e rappresentativa la decisione della scelta del mio successore. Non è ancora il momento dei commiati, ma personalmente devo esprimere la soddisfazione per il traguardo che il nostro Ateneo ha centrato con la approvazione entro i termini di legge sia del nuovo Statuto che del nuovo Regolamento Elettorale, e anche con la istituzione di organismi di garanzia che estendono l’azione di controllo ed accorciano la catena della governance. L’Ateneo che abbiamo voluto disegnare attraverso questi atti è un Ateneo aperto, non ripiegato su se stresso e che vuole accrescere il suo prestigio, sia in sede locale che internazionale, promuovendo a tutti i livelli il merito. Ora partirà la competizione ed ai contendenti auguro un sincero in bocca al lupo, nella convinzione che il confronto possa essere serrato ed incalzante sui programmai, ma leale e rispettoso nello stile come è nella tradizione di questo Ateneo”.
La convocazione del corpo elettorale e l’indizione delle votazioni spetta al Decano dell’Ateneo, ovvero alla prof. ssa Luisa Galantino, ordinario di Diritto del Lavoro. Toccherà a lei il 15 aprile prossimo emanare il Bando elettorale, che darà il via ufficiale al confronto tra gli interessati alla candidatura, i quali dovranno rendere nota la propria intenzione di partecipare alla elezione almeno 20 giorni prima della votazione.
Pertanto, le disponibilità di candidatura dovranno essere annunciate ufficialmente presso l’Ufficio Elettorale non oltre il 10 maggio. Tuttavia con ogni probabilità già il 7 maggio, giornata in cui è convocata l’Assemblea generale di Ateneo per la presentazione delle candidature, si conosceranno i contendenti.
Nella prima votazione risulterà eletto il “candidato che abbia riportato la maggioranza assoluta dei voti degli aventi diritto”. Nel caso nessuno ottenga il quorum richiesto, si effettuerà un unico ballottaggio tra “i due candidati che abbiano riportato il maggior numero di voti”, già programmato per la data del 5 giugno.

