
Per quanto riguarda il titolo di studio – continua Coldiretti – le donne impiegate in agricoltura sono mediamente più istruite, con un titolo di studio più elevato rispetto ai colleghi maschi: il 6,8 % ha una laurea, contro il 5,1% degli uomini, e il 21,9 % ha un titolo di scuola superiore a fronte del 19,6 % degli uomini. Tra le donne, inoltre, prevalgono nettamente i titoli di studio ad indirizzo non agricolo.
“Purtroppo – sottolinea la modenese Lorella Ansaloni, responsabile nazionale Donne Impresa Coldiretti – i freddi dati del Censimento non fanno emergere la grande vitalità della presenza femminile in agricoltura. La statistica non considera, infatti, le numerose donne che lavorano a tempo pieno in azienda come socie, coadiuvanti o con altre forme di partecipazione.” “Negli ultimi anni, invece – continua la Ansaloni – in agricoltura si è registrato un progressivo aumento della presenza femminile che ha portato un dinamismo particolarmente rilevante nelle attività più innovative e multifunzionali come dimostra il protagonismo delle donne nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, negli agriturismi, nelle fattorie didattiche o sociali, nella trasformazione dei prodotti, nell’attenzione all’ambiente e al benessere.” “La capacità di coniugare la sfida con il mercato, il rispetto dell’ambiente e la qualità della vita a contatto con la natura sembra essere una delle principali ragioni della presenza femminile nelle campagne – conclude la responsabile di Donne Impresa Coldiretti – e l’ingresso progressivo della presenza femminile nell’agricoltura italiana ha certamente dato un forte impulso all’innovazione che ha caratterizzato il settore”.
Nelle foto: Lorella Ansaloni, responsabile Coldiretti Donne Impresa

