Sono aperte le prenotazioni per “I lunedì della cifrematica”, quattro appuntamenti con Anna Spadafora psicanalista, direttore dell’Associazione Culturale Progetto Emilia Romagna sul tema “la paura, la fiaba, la riuscita” a partire da lunedì 18 marzo, alle 20.45 alla Sala Ex-Oratorio, Palazzo dei Musei, Viale Vittorio Veneto 5 a Modena. L’ingresso è libero (fino a esaurimento posti disponibili). Per informazioni, tel. 348 3361991, press@ilsecondorinascimento.it

Alla paura per la crisi che ha investito l’economia mondiale, negli ultimi mesi, per i cittadini delle zone emiliane colpite dal sisma, si è aggiunta la paura di perdere il bene più prezioso, la vita stessa. Migliaia di scosse hanno reso impossibile mantenere inalterate le proprie certezze e hanno costretto a una trasformazione impensabile quanti potevano credere di avere raggiunto stabilità e solidità. Sono inimmaginabili le storie che si possono ascoltare e le vicende incredibili nelle quali ciascuno è stato coinvolto e, spesso, lo è tuttora, in una battaglia quotidiana per la riuscita, nonostante le avversità e le difficoltà estreme.

Se le fiabe, come diceva Bruno Bettelheim, per i bambini sono uno strumento per superare paure e angosce e acquisire fiducia nelle proprie capacità, in questa serie di conferenze saranno prese in considerazione alcune fiabe emblematiche delle paure che anche gli adulti possono sperimentare in situazioni drammatiche, per dare un contributo all’elaborazione di un approccio non comune ai problemi, secondo la logica particolare a ciascuno.

Come ha dichiarato la relatrice, la dott.ssa Anna Spadafora (psicanalista, direttore dell’Associazione Culturale Progetto Emilia Romagna, autrice di diversi saggi di psicanalisi e scienza della parola, organizzatrice e relatrice in vari congressi internazionali in Italia e in altri paesi): “Esistono tanti tipi di paura: orrore, terrore, spavento, panico, angoscia, fobia, paura di sbagliare, paura della solitudine, paura della morte, paura della vita, paura della crisi, paura del terremoto, paura del fallimento, paura della riuscita, del godimento, del desiderio. Ogni tabù si fonda sulla paura. Il soggetto, presunto debole, incapace, fragile, malato o pazzo, è una creatura della paura. Ma il progetto e il programma di vita, per ciascuno, non esigono il soggetto. Quale rivoluzione se la città, la civiltà, le istituzioni, i mestieri non esigono il soggetto, ma i dispositivi di parola, senza cui la paura instaura il regno della calma, la morte bianca? Allora occorre intendere la paura come una sentinella d’allarme che qualcosa deve essere affrontato in modo differente e vario. Per ciascuna cosa che sembra insormontabile e sembra annunciare la fine, si tratta di trovare un’altra via, anziché affezionarsi al corredo di piccole paure e fobie domestiche”.