
La mostra, ad ingresso gratuito, inaugurerà domenica 21 aprile e sarà aperta fino a giovedì 9 maggio con i seguenti orari:
festivi: dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00
prefestivi: dalle ore 15.00 alle ore 19.00.
Eventuali visite in altri orari (ad esempio per scuole o gruppi ) andrà preventivamente concordata con la Parrocchia (telefono 059/771062 dalle ore 10 alle ore 12 dal lunedì al venerdì).
L’Espressionismo tedesco, raccolto nel gruppo “Die Brücke” (Il Ponte), costituito a Dresda nel 1905 e sciolto a Berlino nel 1911, utilizza l’immagine come forma di denuncia politica e sociale ed i soggetti prediletti sono gli emarginati e la gente comune. Fra i principali esponenti dell’Espressionismo tedesco sono i pittori Ernst Kirchner, Erich Heckel, Emil Nolde, che elaborano forme originali.
Die Brücke recupera l’arte dei primitivi, riutilizzando le tecniche ed i materiali della tradizione popolare tedesca, come ad esempio il disegno e le incisioni sia su legno che su pietra. Kirchner si mette in evidenza come il maggior esponente del gruppo e si considera un rivoluzionario come Otto Dix e George Grosz, che esprimono la loro protesta contro la società che sta preparando la Seconda Guerra Mondiale. Tali lavori hanno un tale impatto emotivo da rappresentare un pericolo per il regime nazista che obbliga alcuni pittori espressionisti a smettere di dipingere o ad emigrare negli Stati Uniti. Nota la definizione di arte degenerata (in tedesco “entartete Kunst”), termine che nel contesto della Germania del regime nazista indicava quelle forme d’arte che riflettevano valori o estetiche contrarie alle concezioni naziste, le quali si opponevano a molte forme di arte contemporanea, nell’intento di conservare i valori creduti tipici della razza ariana e della sua tradizione culturale. Nel 1937 le autorità naziste epurarono i musei dall’arte considerata “degenerata”. Individuarono quindi 650 tra le opere confiscate e le esposero in una speciale mostra itinerante di “arte degenerata”. L’Espressionismo era la corrente artistica più presente tra le opere condannate.

