
“Ma green non è soltanto una opportunità per l’economia; è una nuova cultura alla base di ogni attività sociale, del lavoro, della vita quotidiana, della scuola, del tempo libero, delle strategie di sviluppo. Green è la cultura per il futuro! Questo il messaggio di fondo che ci viene dai tre giorni di confronto del festival. Siamo partiti domandandoci se la green economy possa rappresentare una strada che aiuti le imprese e il lavoro aprendo nuovi mercati e qualificando il Made in Italy; tutti gli esperti ci hanno spinto ad andare oltre, a prendere atto che il green deve diventare stile di vita e, come conseguenza, generare green economy”.
“La domanda diventa come riuscire, attraverso l’educazione, la promozione, l’uso di incentivi economici, a promuovere una cultura green nelle famiglie, nelle nuove generazioni, nei posti di lavoro, nella programmazione del comune. E’ necessario che ogni progetto e azione, di ognuno, sia pensato nell’ottica della sostenibilità. Questo richiede un impegno condiviso e portato avanti prima di tutto dalla Comunità Europea e dal governo italiano, attraverso scelte di lungo periodo che promuovano il risparmio energetico, il bilancio di impatto ambientale, una nuova urbanistica rispettosa dell’uomo e della natura”.
“Nessuno può chiamarsi fuori in quanto ognuno è chiamato a fare la sua parte e a modificare i propri comportamenti; nessuna istituzione, o ente, impresa, gruppo, aggregazione può ritenersi estraneo ai doveri che questo comporta. Se la sostenibilità è un parametro fondamentale, esso produrrà cambiamenti significativi, sposterà risorse, traccerà nuove strade per il commercio e le industrie, farà nascere nuove politiche”.
“In quest’ottica diventa fondamentale pensare al possibile futuro del ‘Festival green economy di ditretto’ come a un appuntamento articolato e capace di coinvolgere la cittadinanza, le famiglie, le scuole, i giovani e come a un marchio capace di evidenziare tutte le iniziative che consentono un passo avanti sul fronte della sostenibilità ambientale”.

