
L’iniziativa bolognese, svoltasi nell’ambito della campagna nazionale “Siamo tutti pedoni”, ha quindi l’obiettivo di emozionare e nello stesso tempo far riflettere l’opinione pubblica sulla carneficina che ogni anno si consuma sull’asfalto del nostro Paese. Una vera e propria strage, una cinica somma di singole tragedie molto spesso evitabili, essendo figlie soprattutto del mancato rispetto delle regole da parte di chi guida. In Italia, negli ultimi 10 anni, i pedoni uccisi sono 7.594 e 205.506 sono quelli rimasti feriti, mentre in Emilia-Romagna le vittime ammontano rispettivamente a 677 e 16.130. Soltanto a Bologna, invece, i pedoni caduti sono stati 84 e 3.423 sono stati i feriti.
L’onda bianca delle “Orme perdute” intende per questo sensibilizzare la collettività, mantenendo viva l’attenzione sui pedoni che ogni anno pagano dazio all’alcool, alla fretta, alla distrazione e, soprattutto, agli eccessi della velocità degli automobilisti. Secondo studi scientifici, infatti, un pedone investito a 30 km/h avrebbe soltanto il 50% delle possibilità di sopravvivere, contro il 10% dei 50 km/h e la certezza di non salvarsi se travolto a velocità superiore.

La campagna vede insieme istituzioni, scuole, sindacati dei pensionati, radio ed associazioni con la regia del Centro Antartide e dell’Osservatorio per l’educazione e la e la sicurezza stradale con la collaborazione di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil. Si conclude a fine giugno.

