
Il personale svantaggiato che lavora allo Stradello rappresenta il 43% dei lavoratori (20 su 67). A questi vanno aggiunte 33 persone impegnate in percorsi di inserimento socio-occupazionale. Delle persone svantaggiate 42 provengono dall’Unione Tresinaro Secchia, 8 da Reggio Emilia e gli altri da Baiso e Viano.
Gli inserimenti lavorativi si sviluppano nei vari settori in cui opera la cooperativa. “L’obiettivo dello Stradello – spiega il presidente – è quello di favorire la crescita personale attraverso la sperimentazione di un percorso di inserimento strutturato con tempi, strumenti e compiti studiati per ogni persona svantaggiata”. Gli inserimenti sono 18 nel settore ecologico, 5 nel verde, 2 nella serra, 1 nei servizi generali e 27 nei laboratori integrati, realizzati in collaborazione con la cooperativa sociale Zora. Gli inserimenti vengono effettuati in collaborazione con diversi enti pubblici e privati: l’Ausl di Reggio Emilia, l’Unione Tresinaro Secchia, i Comuni di Reggio Emilia e Casalgrande, la Provincia di Reggio Emilia, il Consorzio Quarantacinque e la Ceramica Casalgrande Padana. In quest’ultimo caso è stata stipulata una convenzione utilizzando l’articolo 22 della Legge Regionale 17/2005. Un dato molto significativo che emerge dal bilancio sociale è quello del basso turn-over, considerando anche le caratteristiche dello Stradello: quasi la metà dei lavoratori è in cooperativa da più di 10 anni. Nel Bilancio sociale sono poi riportate le numerose attività socializzanti svolte dalla cooperativa, sia internamente che ricolte al territorio.
“Vorrei però sottolineare – aggiunge Giannattasio – che i risultati sociali, e specialmente quelli economici della nostra cooperativa potrebbe essere migliori, se tutte le amministrazioni pubbliche comprendessero appieno le potenzialità delle cooperative sociali, a cui possono affidare lavori sulla base della Legge 381/1991. Ci sono Comuni che ci affidano pochissimi lavori, ma hanno diversi loro cittadini svantaggiati inseriti da noi”.
Quest’anno, per la prima volta, è negativo il risultato economico, che ha portato ad un calo del fatturato e ad una perdita di esercizio, in buona parte derivante dai mancati pagamenti di un Comune, che ha costretto anche la cooperativa ad interrompere i lavori che storicamente venivano effettuati in quel territorio. “Siamo molto preoccupati – conclude il presidente Giannattasio – per la situazione del welfare e per la crisi finanziaria delle amministrazioni pubbliche. I tagli alla spesa sociale, la spending review, i ritardi nei pagamenti o i mancati pagamenti come nel nostro caso, a volte la mancanza di precise scelte politiche, non sono certo un segnale rassicurante. Molti di questi problemi potrebbero essere meglio affrontati valorizzando ulteriormente il lavoro e le potenzialità delle cooperative sociali. Non sempre è così”.

