Conclusi i Gruppi tematici, questa mattina sono stati presentati i progetti per Bologna 2020 e il percorso che condurrà al Terzo e conclusivo Forum del Piano Strategico Metropolitano di Bologna. All’incontro hanno partecipato Daniele Donati, presidente del Comitato scientifico, Alessandro Delpiano, coordinatore del Collegio tecnico, Roberto Camagni, coordinatore del Tavolo “Ambiente, assetti urbani e mobilità”, Daniela Oliva, coordinatore del Tavolo “Benessere e Coesione sociale”, Paolo Bonaretti, coordinatore del Tavolo “Innovazione e sviluppo” e Graziella Giovannini, coordinatore del Tavolo “Conoscenza, educazione, cultura”.
NOTA DEL COMITATO SCIENTIFICO SULLO STATO DEI LAVORI
L’innovazione e la crescita costituiscono all’interno del PSM un asse fondamentale per garantire lo sviluppo economico, civico, sociale e del lavoro di Bologna metropolitana. Il percorso è stato caratterizzato dalla scelta di “svelare” e condividere le risorse, le competenze, le idee al fine di realizzare le necessarie masse critiche e accelerazioni per imprimere un cambio di passo e nuove traiettorie.
Tutti i soggetti vengono chiamati a una responsabilità condivisa, dove le poche risorse pubbliche siano un catalizzatore e un volano per l’attivazione di un impegno concreto e responsabile di tutti gli attori della comunità.
Una strategia che concentri attorno ad alcuni assi prioritari le scelte in grado di mobilitare Istituzioni, Università, imprese, mondo associativo, in modo convergente, con una chiara attenzione all’attrattività e al posizionamento internazionale di Bologna.
– Il Rinascimento della Manifattura e dell’industria creativa si concretizza attraverso lo sviluppo di un’iniziativa che consenta la crescita innovativa dell’industria tradizionale e delle nuove industrie, con una disponibilità di servizi su standard internazionali, la realizzazione di momenti di incontro a livello internazionale e attività di incubazione e promozione di nuove imprese. All’interno di questa iniziativa si prevede la costituzione di due Joint Research Labs di rilevanza europea e internazionale a beneficio del sistema manifatturiero metropolitano, regionale e nazionale, con la combinazione delle competenze relative a materiali e processi manifatturieri e delle attività ICT. Di pari passo si vuole sviluppare un piano di raccordo fra tutti i livelli dell’educazione/formazione e il sistema delle imprese del territorio, finalizzato al sostegno delle nuove traiettorie di sviluppo dell’industria bolognese. Il fondo civico per la manifattura e i talenti ha invece il compito di garantire un’offerta di nuovi servizi finanziari innovativi, a supporto del lavoro, della nuova imprenditoria, ma anche della patrimonializzazione delle imprese, in funzione attrattiva.
– La città intelligente prevede l’investimento massiccio in infrastrutture di telecomunicazione di nuova generazione, la realizzazione di una piattaforma per la condivisione di dati (big data e open data) che permetta a tutti i soggetti di proporre nuovi servizi e opportunità.
La realizzazione di una comunità digitale, che metta a disposizione spazi di coworking, iniziative, risorse comuni, crowdfunding, costituisce il punto di riferimento di una realtà che per la quantità e qualità di soggetti nell’imprenditoria, nella ricerca e nelle istituzioni, rappresenta una delle maggiori concentrazioni di risorse digitali del Paese.
– L’efficienza dell’area metropolitana si concretizza nella semplificazione delle procedure amministrative (ridisegno dello sportello unico per le imprese, omogeneizzazione del RUE, consolidamento delle collaborazioni fra gli uffici metropolitani), nella modernizzazione dei servizi per la giustizia e nell’orientamento delle politiche della pubblica amministrazione a scelte ambientali ed ecologiche sostenibili (creazione di osservatori sullo spreco, sugli impatti ambientali e costituzione di comunità solari).
– L’investimento sull’innovazione nel sistema salute significa puntare sulla dinamicità di quello che è già oggi uno degli asset di maggior rilievo di Bologna Metropolitana. Il nuovo Ospedale di ricerca organizzato per intensità assistenziale, la riorganizzazione del sistema ospedaliero e delle case della salute, l’innovazione dei sistemi di accesso alle prestazioni e la deospedalizzazione dei servizi di cura costituiscono un grande investimento in grado di mobilitare in termini nuovi l’impegno di istituzioni, delle diverse forme associative e di organizzazione civica, del sistema della ricerca e del sistema imprenditoriale. La realizzazione del distretto della sanità digitale, l’investimento sulle nuove opportunità di sviluppo offerte dalle ricadute della ricerca sul sequenziamento massivo del genoma, della medicina rigenerativa, attraverso le biobanche, o settori come il biomedicale, la riabilitazione e la protesica, che vedono una leadership territoriale, sono le iniziative più significative. Porsi al centro dell’iniziativa europea e nazionale sull’invecchiamento in salute e sul benessere della persona costituisce la sfida che valorizza immediatamente questo sforzo tecnologico, imprenditoriale e organizzativo.
– Il programma “Bologna Internazionale” ha lo scopo di riuscire, nei prossimi 10 anni, a dare una dimensione di livello internazionale alla città, attraverso una governance che metta a sistema le iniziative esistenti, facendo fare loro un salto di qualità. Il programma si deve concretizzare in un coordinamento operativo permanente, con il coinvolgimento delle realtà pubbliche e private del territorio metropolitano, a partire dalle attività di marketing urbano dell’area metropolitana, con il progetto “Bologna City Branding”, e con la realizzazione di un modello organizzativo per la gestione delle attività turistiche del territorio metropolitano, tramite l’istituzione di una DMO (Destination Management Organization). Il posizionamento internazionale dell’area metropolitana dovrà fare perno su un elemento caratterizzante: la specifica riconoscibilità ed eccellenza del sistema salute.
I programmi per l’innovazione e la crescita del PSM implicano importanti scelte strategiche di scala regionale e nazionale. Del resto, su temi cruciali come ad esempio le infrastrutture, la ricerca e la produzione di capitale umano, Bologna metropolitana rappresenta oltre il 70% delle attività in Emilia-Romagna. Per questo motivo è importante che l’area metropolitana di Bologna trovi una sua collocazione all’interno della programmazione 2014-2020, non solo per le ricadute sul territorio metropolitano, ma per la funzione di spinta e accelerazione dell’innovazione che può svolgere per l’intera comunità regionale.

