
I lavori di restauro non sono ancora stati portati a termine completamente, ma la chiesa ora è comunque agibile. Sono state infatti eseguite tutte le opere di consolidamento sismico e tutti i lavori in muratura necessari a garantire la sicurezza dell’edificio. Mancano invece all’appello la posa in opera del pavimento, la tinteggiatura interna ed esterna, nonché l’installazione degli impianti elettrico e di riscaldamento.
I lavori di restauro, affidati ora ad Archea Studio Associato di Castellarano (RE), costeranno complessivamente oltre 700.000 euro. Al momento, per il consolidamento sismico sono stati spesi 540.000 euro, di cui circa 440.000 euro sono arrivati da contributi statali, regionali e della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), mentre il resto lo ha messo la parrocchia, accendendo un mutuo in banca di 140.000 euro. Ora, per il pavimento, l’impianto elettrico, l’impianto fonico e il riscaldamento, serviranno altri 80.000 euro. Da tutto ciò, rimarrà esclusa la tinteggiatura dell’interno e dell’esterno, che sarà effettuata in un secondo momento, quando saranno disponibili nuovi fondi.

Don Ermes Macchioni, parroco di Pigneto, ha commentato durante l’omelia: “(La riapertura di questa chiesa) è un evento straordinario per questa comunità…Nemmeno il terremoto ha fermato la nostra parrocchia…Cinque anni senza la chiesa sono stati un tormento. Ora gustiamo un assaggio dell’estasi di una parrocchia che ritrova e abita il proprio centro primario di vita pubblica: la propria chiesa, le sue attività, le sue problematiche”.
Per ora, la chiesa di Pigneto resterà aperta durante la bella stagione, dal momento che manca il riscaldamento. La volontà della parrocchia, è comunque quella di riaprirla in maniera permanente il prima possibile.
L’impianto originario della chiesa di Pigneto risale al XV secolo. Il suo aspetto attuale, tuttavia, risente di un sostanziale rifacimento risalente al XVIII secolo e di lavori eseguiti nei secoli successivi.

