Home Appennino Modenese Inaugurata oggi la ‘Casa della Salute’ dell’Alto Frignano

Inaugurata oggi la ‘Casa della Salute’ dell’Alto Frignano

Casa_Salute_pieveUn nuovo concreto passo avanti nel percorso di riorganizzazione, valorizzazione e potenziamento dei servizi territoriali della provincia che arriva grazie alla inaugurazione della “Casa della salute” dell’Alto Frignano tenutasi questa mattina a Pievepelago. È stata prima di tutto una festa per l’intera comunità della zona e, non a caso, l’iniziativa di oggi è stata ribattezzata “La Casa della Salute apre le porte alla cittadinanza”. Ad assistere al taglio del nastro e a seguire la visita guidata alla struttura c’erano infatti, oltre agli operatori, anche i cittadini.

La ‘Casa della Salute’ rappresenta un nuovo modello organizzativo del sistema sanitario che mira a rispondere ai bisogni di salute del territorio, sempre più spesso legati all’assistenza e alla presa in carico di pazienti cronici e non autosufficienti. Un aspetto particolarmente importante in territori, come l’Appennino, dove una parte consistente della popolazione è rappresentata da persone con più di 65 anni di età (nei tre comuni dell’Alto Frignano sono circa il 30% dei residenti).

La nuova organizzazione dei servizi permette ai Medici di Medicina Generale e agli altri operatori socio-sanitari (infermieri, medici di continuità assistenziale e specialisti) di lavorare, fianco a fianco, nella stessa struttura. Un’idea forte, nata per offrire all’utente la garanzia di un’assistenza di qualità e una maggior tutela nella presa in carico dei percorsi terapeutici e assistenziali, promuovendo e valorizzando la partecipazione attiva dei cittadini e l’integrazione con i servizi ospedalieri, andando a incidere positivamente anche sull’appropriatezza degli accessi al Pronto Soccorso. “La Casa della Salute dell’Alto Frignano”, la prima dell’area Sud della provincia di Modena, è a disposizione dei cittadini dei comuni di Pievepelago, Riolunato e Fiumalbo e serve una popolazione di oltre 4mila persone, su un territorio di 160 chilometri quadrati; è aperta 24 ore su 24, 7 giorni su 7. La ‘Casa della Salute’ dell’Alto Frignano è stata presentata oggi, sabato 22 giugno,.

La struttura, che ha sede a Pievepelago dove sono stati ospitati finora i servizi del Distretto sanitario, diventa il nuovo punto di riferimento per tutti i bisogni socio-sanitari che non necessitino di un ricovero ospedaliero. Al suo interno sono presenti i servizi dell’assistenza primaria (come l’ambulatorio infermieristico e gli studi dei Medici di Medicina generale), diversi servizi e ambulatori specialistici (quali ortopedia, diabetologia, cardiologia, punto prelievi, consultorio) e un punto di emergenza-urgenza in collaborazione con la Centrale Operativa del 118.

Al taglio del nastro e alla visita della struttura erano presenti, tra gli altri, il Consigliere regionale dell’Emilia-Romagna Luciana Serri; Corrado Ferroni, Alessio Nizzi e Giancarlo Cargioli, rispettivamente sindaci dei comuni di Pievepelago, Fiumalbo e Riolunato; il direttore dell’Azienda USL di Modena, Mariella Martini; il direttore del Distretto sanitario di Pavullo, Maria Pia Biondi e il parroco di Pievepelago Natale Ferruccio Albergucci.

 

Mariella Martini, Direttore Generale Azienda USL di Modena

“L’inaugurazione di oggi valorizza il lungo e importante lavoro svolto dagli operatori che operano nella struttura sia come Medici di Medicina Generale e di Continuità assistenziale, che come infermieri, ostetriche, tecnici sanitari, amministrativi, medici e veterinari ed altre figure professionali dell’Azienda USL di Modena con la guida della Direzione del Distretto e del Dipartimento di Cure Primarie. È grazie al loro lavoro che i cittadini che vivono in questo territorio possono trovare risposta tempestiva, accessibile e qualificata a molti dei loro problemi di salute; nel contempo, essere riconosciuti come Casa della Salute comporta un impegno ulteriore a sviluppare percorsi di promozione della salute e di medicina di iniziativa efficaci a sostenere l’adozione di sane abitudini di vita, contrastare l’aggravamento delle malattie croniche e sostenere l’accesso alle cure per le persone in condizioni di fragilità”.

 

Corrado Ferroni, Sindaco di Pievepelago

“L’apertura della “Casa della Salute” è frutto di un percorso condiviso che è stato pensato e voluto insieme da Amministrazioni Locali e Azienda USL di Modena, con l’obiettivo di migliorare e rendere più efficiente il servizio ai cittadini che vivono in montagna. Rispetto ai grandi centri urbani, infatti, l’Appennino ha più difficoltà a fruire di alcuni servizi. In particolare, l’alto numero di residenti in età avanzata aumenta la domanda di assistenza. La nascita della “Casa della Salute”, evoluzione dei servizi territoriali già esistenti, permette di rispondere ancor più concretamente a questo tipo di bisogni, migliorando la qualità e la fruibilità delle prestazioni erogate. Per questo motivo l’amministrazione comunale esprime soddisfazione per l’iniziativa, sapendo che rappresenta un valore aggiunto per tutti i cittadini”.

 

Casa della Salute

 

Il contesto generale

Nei prossimi anni i sistemi sanitari dovranno affrontare sfide non semplici come la crescente necessità d’investimento nell’assistenza a favore di soggetti affetti da patologie croniche. Una domanda, quest’ultima, legata in modo particolare al progressivo invecchiamento della popolazione.

Per rispondere in modo efficace a questi nuovi bisogni socio-sanitari è importante rafforzare le ‘cure primarie’ e incentivare la promozione dell’integrazione e del coordinamento tra Medici di Medicina Generale, professionisti sanitari e specialisti ospedalieri. Il coordinamento degli operatori nella complessa ‘macchina’ della sanità, rappresenta infatti, come ha evidenziato più volte l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), una componente essenziale per garantire un’alta qualità dell’assistenza.

 

La risposta a livello regionale

La Regione Emilia-Romagna ha intrapreso in questo senso un percorso di riorganizzazione dei servizi socio-sanitari che ha portato alla costituzione, in tutte le Aziende USL, dei Dipartimenti delle Cure Primarie e della loro articolazione territoriale, ovvero i Nuclei di Cure Primarie (NCP) le cui sedi costituiscono uno degli elementi fondamentali per favorire la miglior presa in carico dei pazienti. È in queste strutture, infatti, che sono erogati i servizi di continuità assistenziale ed è qui che si realizza al meglio l’integrazione tra Medici di Medicina Generale, di Continuità Assistenziale, Pediatri di Libera Scelta, Specialisti Ambulatoriali, Infermieri, Ostetriche e Assistenti Sociali.

Come logica evoluzione di un importante processo di trasformazione, dai Nuclei di Cure Primarie è nata l’idea di realizzare strutture territoriali per l’assistenza socio-sanitaria dei cittadini, alle quali ci si possa rivolgere in ogni momento della giornata e trovare risposte concrete, competenti e adeguate ai diversi bisogni di salute e assistenza che non necessitino dell’ingresso in ospedale. Queste strutture prendono il nome di “Casa della Salute”. Il percorso che ha portato alla loro nascita, a livello regionale, è iniziato nel 2010. Ad oggi, in Emilia-Romagna, sono in progetto 65 ‘Case della Salute’.

 

I vantaggi per il cittadino

Tra i vantaggi che la nuova organizzazione della “Casa della Salute” offre al cittadino, c’è la garanzia di un’alta qualità e di una maggior tutela della presa in carico nei percorsi terapeutici e in quelli assistenziali. Essendo una struttura territoriale di riferimento, la “Casa della Salute” incrementa il rapporto di fiducia col proprio Medico di Medicina Generale ma anche con le altre figure professionali della sanità presenti nella struttura. L’utente con problemi urgenti può infatti trovare risposta ai propri bisogni anche da un professionista che non è il proprio medico di famiglia, evitando un accesso improprio al Pronto Soccorso ospedaliero.

 

In provincia di Modena

Nella provincia di Modena, che ha un bacino d’utenza di 690mila residenti, l’Azienda USL prevede, quest’anno, la realizzazione delle “Case della Salute” di Finale Emilia (il primo stralcio è già in funzione), Pievepelago, Rovereto di Novi, Montefiorino, Bomporto e Fanano.

La “Casa della salute” concentra al suo interno, in uno stesso spazio fisico, l’erogazione di diverse prestazioni socio-sanitarie, favorendo – attraverso la contiguità dei servizi e degli operatori – l’integrazione dei vari livelli assistenziali e diventando, in questo modo, una struttura di riferimento territoriale per l’insieme delle ‘cure primarie’. Assicura infatti un punto unico di accesso per il cittadino, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Con la “Casa della Salute” si rafforza anche l’integrazione con l’ospedale, soprattutto in relazione alle dimissioni protette del paziente e migliora la presa in carico integrata dei pazienti con problemi di patologie croniche.

Nella “Casa della Salute”, inoltre, si sviluppano programmi di prevenzione rivolti al singolo, alla comunità ma anche a un ‘target’ specifico di popolazione, promuovendo e valorizzando, tra l’altro, la partecipazione attiva dei cittadini. In una logica di integrazione istituzionale e organizzativa, la “Casa della Salute” svolge dunque la funzione di aggregazione sul territorio.

La realizzazione delle “Case della Salute” rappresenta un vero cambiamento nell’organizzazione dell’assistenza primaria che modifica una realtà in cui il Medico di Medicina Generale (MMG) è lasciato sostanzialmente ‘solo’ nel suo studio pur dovendo fungere da gate-keeper delle prestazioni e insieme coordinatore dei percorsi assistenziali.

Con questo nuovo modello organizzativo si vuole restituire ai medici di base il ruolo clinico e la titolarità della funzione di governo clinico, valorizzando gli infermieri per quel che attiene le attività di presa in carico, counselling, assistenza, accompagnamento nei percorsi, adesione alla terapia.

 

Diverse tipologie

Le “Case della salute” possono avere diversi gradi di complessità, pensati in relazione alle caratteristiche del territorio e alla densità della popolazione residente. Sono tre, infatti, le diverse tipologie di dimensionamento, a seconda dei servizi presenti:

 

 GRANDE: prevede la presenza di tutte le funzioni relative al Nucleo di Cure Primarie e tutti i servizi sanitari più importanti

 MEDIA: sono presenti le funzioni di Nucleo di Cure Primarie e alcuni servizi sanitari

 PICCOLA: prevede tutte le funzioni ‘base’ del Nucleo di Cure Primarie, mentre rispetto ai servizi sanitari più complessi può essere presente il Punto Prelievi

 

PIEVEPELAGO FIUMALBO RIOLUNATO

 

Il territorio

Sono tre i comuni serviti (Pievepelago, Riolunato e Fiumalbo) dalla “Casa della Salute” dell’Alto Frignano, che fanno riferimento al Distretto sanitario di Pavullo (il cui bacino d’utenza sono oltre 41mila persone). Il territorio, che rappresenta la zona più a Sud del Distretto, al confine con la regione Toscana, ha un’estensione di 160 chilometri quadrati, il 23% del Distretto (690 chilometri quadrati) e una popolazione residente, secondo i dati dell’ultimo censimento, di 4.376 persone.

Il numero di residenti con età superiore ai 65 anni oscilla, nei tre comuni, tra il 25 e il 31% della popolazione, un dato superiore a quello provinciale, dove gli over 65 rappresentano il 20,7% dei residenti. Gli over 85, invece, sono complessivamente il 5,3% della popolazione. La fascia di popolazione più giovane – da zero a cinque anni di età – su Pievepelago, Riolunato e Fiumalbo rappresenta il 4% del totale (il dato provinciale è del 6%). Nel territorio dei tre comuni serviti dalla “Casa della Salute” più del 40% dei nuclei familiari è composto da una sola persona e la densità media è di 28 abitanti per chilometro quadrato. Sono 4 i Medici di Medicina Generale (MMG) che operano sul territorio.

 

L’organizzazione e i servizi

Il progressivo invecchiamento della popolazione residente in queste zone comporta un’attenzione sempre maggiore verso le malattie della ‘terza fase’ della vita. Il Servizio Sanitario Locale ha quindi la necessità di affrontare il problema della cronicità e della non-autosufficienza e la struttura dell’Alto Frignano – una delle “Casa della Salute” medio/piccole previste in provincia di Modena – vuole rispondere proprio a questo nuovo tipo di ‘bisogni’ socio-sanitari.

All’interno della “Casa della Salute” sono presenti un punto informativo e lo sportello unico CUP-SAUB, 2 studi dei Medici di Medicina Generale, un ambulatorio infermieristico e quello ostetrico. È garantito il servizio di continuità assistenziale prefestiva, festiva e notturna e l’assistenza infermieristica domiciliare. Tra i servizi specialistici, nella struttura sono presenti: un punto prelievi, una palestra per la riabilitazione, il consultorio familiare e la pediatria di comunità, il Centro di Salute Mentale e gli ambulatori di Ortopedia, Cardiologia, Fisiatria, Diabetologia e il Centro Assistenza Limitata per la Dialisi. Saranno effettuati nella “Casa della Salute” i pap-test, lo screening del colon-retto e le vaccinazioni infanzia ed età evolutiva. È inoltre possibile rivolgersi a un ufficio veterinario e a un servizio di pronta reperibilità medica, in collaborazione con la Centrale Operativa del 118 e le associazioni di volontariato, che garantisce risposta all’emergenza urgenza sul territorio e alle urgenze ambulatoriali. All’interno della struttura sono operativi complessivamente 4 Medici di Medicina Generale, 4 Medici di Continuità Assistenziale, 8 medici specialisti, 6 infermieri, un’ostetrica, un terapista della riabilitazione, un assistente sociale, un medico veterinario e 3 operatori amministrativi.

Autorita-Pieve