
Mauro Fabbri della lista Progetto Comune per Novi, Rovereto e Sant’Antonio aprendo il dibattito si è chiesto come mai non si fosse deciso di investire l’avanzo di bilancio a Novi, il comune più colpito dal sisma, sottolineando però come proprio l’esistenza dell’Unione “abbia mostrato le difficoltà in questo frangente dei servizi non associati e restati in capo ai Comuni, come l’Urbanistica. Va sostenuta la economia, le imprese e il lavoro giovanile e poi mi chiedo se il Consiglio dell’Unione è funzionale per l’ente così come è definito”. Per il Pd sono intervenuti Alessandro Cesari, Francesca Cocozza, Alice Goldoni e Paolo Zironi, che hanno con diversi accenti sottolineato l’importanza della scelta fatta a suo tempo con le Terre d’Argine e di un intervento forte del soggetto pubblico in questo momento di crisi economica, a favore delle imprese e dei cittadini. Filippo Rossi della Lega nord ha invece proposto tavoli di confronto istituzionali per trovare nuove soluzioni ai problemi del territorio, chiedendo di fare un referendum per decidere se andare o no verso il Comune unico. Giovanna Zironi di Rilanciamo Soliera nelle Terre d’Argine ha dal canto suo criticato l’operato dell’ente in campo sociale e sanitario, sottolineando come con un mezzo punto in meno di Imu e Tares si sarebbe potuto evitare di avere un Avanzo di bilancio, dando un segnale importante ai cittadini.
Intervenuti nel corso del dibattito anche i consiglieri Marco Bagnoli e Ylenia Guerra (Pd) e Antonino Palumbo (Articolo 3) mentre Andrea Bizzarri (IdV) ha ribadito il deficit democratico dell’Unione delle Terre d’Argine e la mancanza di definizione di un percorso sull’Unione del futuro. E se il capogruppo della Lega nord Argio Alboresi ha ribadito come l’Unione sia inutile e come al mutare dei ritmi di vita vadano ripensati anche i servizi Daniela Depietri, capogruppo del Pd, ha chiuso il dibattito spiegando che “quello che andiamo a discutere stasera è un buon Bilancio, che prevede tra l’altro un aumento dei costi di copertura dei servizi a domanda individuale di tre punti, senza incrementi tariffari e di aliquote, con un Irpef minima rispetto ad altri comuni vicini, pur in presenza di tagli nazionali. I dati Anci – ha spiegato – dicono che nell’ultimo anno sono aumentate del 30% le Unioni di Comuni in Italia, segno che noi siamo andati nella direzione giusta anche se è necessaria una adeguata normativa nazionale e regionale sulla rappresentanza”.
Il Presidente Schena ha infine controreplicato agli intervenuti ribadendo che si lavorerà per tracciare entro un anno alcune linee di demarcazione del progetto Unione, di essere deluso della legge regionale di riordino delle autonomie locali “che non affronta molti temi sul tappeto anche stasera. Non è vero che l’Unione è nata solo per aggirare il Patto di stabilità o come artificio per evitare la presenza delle liste civiche dei centri più piccoli; Carpi non può fare a meno del ‘fardello’ di Campogalliano, Novi e Soliera”. E nel merito dell’offerta dei servizi Schena ha sfidato le opposizioni a dire “che si può fare di più per avere più equità o che si poteva fare una migliore programmazione: conosciamo bisogni e capacità del territorio, abbiamo rette flessibili in base ai diversi Isee, abbiamo stabilizzato finora 67 persone, stanziato un budget per riqualificare i dipendenti. Gli elettori hanno votato un programma che prevedeva le Terre d’Argine e non gli vado certo a convocare ora con un referendum, visto che i Sindaci hanno un mandato valido dopo la loro elezione”. Schena infine ha ricordato che in merito all’edilizia scolastica si è investito su 65 edifici a fronte di zero euro da 17 anni a questa parte da parte dello Stato per questo settore. “Dal 2007 abbiamo costruito 5 nuove scuole e compiuto 27 interventi di manutenzione straordinaria e adeguamento sismico. E’mancato forse un poco di coraggio per mettere in Unione anche l’urbanistica? Forse, ma elementi oggettivi ce l’hanno impedito, anche se a mio parere non ha senso avere 4 strumenti urbanistici diversi, visto che non credo che i nostri comuni abbiano specificità territoriali differenti. La sfida non è il Comune unico ma governare insieme lo sviluppo territoriale e garantire i servizi alla persona”.
Il Bilancio di previsione 2013 e il Piano degli investimenti pluriennale 2013-2015 dell’Unione delle Terre d’Argine sono stati approvati da Pd, Idv, Sinistra per le Terre d’Argine, Articolo 3, con il voto contrario di Lega nord e Rilanciamo Soliera nelle Tda, astenuto Progetto Comune.

