A seguito della notizia dell’aggiudicazione provvisoria del progetto esecutivo, dei lavori e della gestione della Bretella Campogalliano-Sassuolo ad Autobrennero S.p.A. e altri soggetti, i circoli Legambiente “Angelo Vassallo” di Modena e “Chico Mendes” di Formigine, hanno inviato oggi un nuovo esposto all’Autorità Garante per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, a quella della Concorrenza e del Mercato, ad Anas S.p.A. e al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Le associazioni sollevano dubbi riguardo l’effettiva capacità di copertura economica dal parte dei soggetti componenti l’ATI che provvisoriamente risultano vincitori del Bando, a reale tutela dell’interesse pubblico.
Tale affidamento infatti è avvenuto mediante la formula della “finanza di progetto” una formula introdotta per contenere la spesa pubblica attraverso l’utilizzo parziale di capitale privato.
Come già segnalato nel precedente esposto del 26/04/2012, l’Autostrada del Brennero S.p.A., è una società di diritto privato, ma la cui maggioranza dei soci (81,17%) è composta da enti pubblici: l’affidamento a tale soggetto, potrebbe non risultare garante dell’eventuale debito che potrebbero contrarre le generazioni future se l’investimento non dovesse rivelarsi redditizio.
Nel progetto definitivo, non sono previste barriere di esazione: non è quindi chiaro come tale società possa dimostrare un ritorno economico dell’investimento alla luce di due considerazioni:
1) Nel caso in cui, per garantire il ritorno economico dell’investimento, si dovesse ricorrere all’aumento del pedaggio nel tratto attualmente in concessione della A22, si ricorda che il 10 gennaio 2013 il Tar del Lazio ha respinto il ricorso di Autobrennero S.p.A. contro la gara europea per il rinnovo della concessione avviata dall’Anas e dai ministeri delle Infrastrutture e dell’Economia. La società ha presentato ricorso al Consiglio di Stato, ricorso che ci risulta essere ancora pendente.
2) Qualora dovesse comunque essere confermato il rinnovo della concessione, si ricorda che l’ordinanza 29/07/2010 nr. 3545 del Tar del Lazio, confermata dal Consiglio di Stato, ha annullato il D.P.C.M 25 giugno 2010 sull’aumento delle tariffe autostradali in base al principio secondo cui “il pagamento del pedaggio autostradale o l’aumento delle relative tariffe, deve corrispondere a un servizio effettivo per l’utenza, cioè al concreto utilizzo di una infrastruttura autostradale, con la conseguenza che al pedaggio non può attribuirsi natura di semplice tassa e/o misura fiscale”.
Dell’ATI poi fa parte anche la Cooperativa Coopsette di Castelnuovo di Sotto (RE), a cui il tribunale di Reggio Emilia ha recentemente (febbraio 2013) accolto la richiesta di concordato con riserva per far fronte a un debito di circa 230 milioni di euro. L’omologa del Giudice comunque pare non avverrà prima della fine dell’estate.
Si ricorda poi che sia Autostrada del Brennero S.p.A., sia Pizzarotti S.p.A., sia Coopsette, fanno parte della composizione societaria di A.R.C S.p.A., la società aggiudicatrice del bando in project financing per la progettazione, esecuzione e gestione dell’Autostrada Regionale Cispadana. Il rispettivo impegno economico risulta essere di circa 500 milioni di euro per Autobrennero, e di circa 92 milioni di euro sia per Pizzarotti sia per Coopsette, che rappresentano circa l’89,6% dell’investimento a carico dei privati (970 milioni di euro), su un totale di € 1.150.000.000 (180 milioni a carico della Regione ER).
Il progetto definitivo di quest’opera è stato pubblicato il 10 ottobre 2012 e si trova attualmente all’esame della Commissione ministeriale di VIA la cui scadenza per le osservazioni era stata fissata per il 9 dicembre 2012. Pur non essendo a conoscenza del parere dalla Commissione, si potrebbe ragionevolmente presumere uno slittamento dei tempi previsti per la realizzazione dell’opera (con conseguente slittamento del ritorno economico dell’investimento), così come una richiesta di prescrizioni che potrebbe far aumentare i costi iniziali previsti.
Ad esempio: non sono di secondaria importanza dal punto di vista economico gli eventi sismici del maggio 2012 che hanno coinvolto proprio i territori interessati dal passaggio della Cispadana, in quanto pare che la progettazione dell’opera non abbia preso in considerazione gli effetti macrosismici indotti sul territorio.
Tale considerazione può essere trasferita anche sulla bretella Campogalliano-Sassuolo in virtù del fatto che nel progetto definitivo del 2005, oggetto del bando, non risulta ci siano riferimenti alla normativa sismica (oltretutto per un’area classificata zona sismica 2 rispetto alla 3 dei territori colpiti). E’ quindi presumibile che il dimensionamento delle strutture dovrà essere rivisto e adeguato e che pertanto i costi dell’investimento sono destinati ad aumentare sensibilmente.
I costi dell’investimento sono destinati inevitabilmente ad aumentare anche a causa delle mitigazioni ambientali prescritte dalla VIA che non sono state ottemperate dal progetto definitivo approvato ma che dovranno necessariamente, come prescritto dal CIPE, essere recepite dal progetto esecutivo dell’infrastruttura.
“Qualcuno potrebbe domandarsi il motivo per cui le associazioni ambientaliste si preoccupino delle questioni economiche legate alla realizzazione delle infrastrutture. In realtà continuiamo a essere convinti dell’inutilità del secondo stralcio della bretella e che le risorse destinate a tale realizzazione debbano essere trasferite per interventi realmente prioritari, di interesse pubblico e che creino occupazione, come, ad esempio, la riqualificazione fluviale, la messa in sicurezza dei fabbricati e dei territori, progetti di razionalizzazione e creazione di mobilità alternativa di merci e persone”.
Legambiente – Circolo di Modena “Angelo Vassallo”
Legambiente – Circolo “Chico Mendes” di Formigine (MO)

