
«Un anticipo – spiega Luca Gozzoli, assessore provinciale alle Politiche faunistiche – che confermiamo al fine di intensificare le politiche di contrasto alla proliferazione di questi ungulati. Da tempo sugli ungulati abbiamo avviato un’azione più decisa che sta dando risultati positivi. La situazione è certamente migliorata anche se permangono zone critiche dove occorre migliorare queste azioni».
Da 1 settembre (fino al 30 settembre) parte la caccia di selezione anche al daino maschio in montagna e collina dove la Provincia ha indicato l’obiettivo della presenza zero: in pratica tutto l’Appennino e la collina tranne le zone di Fanano, Montese e Sestola dove il prelievo è limitato agli esemplari giovani e subadulti. E dal 25 agosto prende il via l’attività di addestramento cani.
La caccia di selezione al cinghiale, invece, è partita in aprile (per proseguire fino al 30 settembre ad eccezione delle femmine adulte, poi fino al 31 gennaio per tutte le classi), anche in questo caso con largo anticipo rispetto agli anni precedenti, quando partiva solo in luglio, sempre allo scopo di rafforzare il contrasto all’eccessiva presenza.
La caccia di selezione viene effettuata da circa millecinquecento cacciatori autorizzati sulla base dei piano di abbattimento stabilito dalla Provincia.
In base al calendario venatorio dal 1 settembre si entra nel periodo di preapertura per ghiandaia, cornacchia grigia, gazza e tortora con limitazioni.
Il primo giorno di caccia alla piccola fauna stanziale, però, sarà solo domenica 15 settembre, quando saranno impegnate tutte le circa sei mila doppiette modenesi che puntano alla selvaggina stanziale e migratoria. La caccia collettiva al cinghiale, invece, apre il 1 ottobre, mentre il 5 ottobre parte la caccia di selezione al cervo maschio.
Il calendario venatorio provinciale sarà disponibile nel sito www.provincia.modena.it nella sezione Politiche faunistiche.

