
Le tre serate, che si terranno a Poviglio, Gualtieri e Reggiolo, rientrano nella serie di iniziative per la Giornata Mondiale dell’Alzheimer del 21 settembre, organizzate dall’Unione Comuni Bassa Reggiana, dall’Azienda sanitaria di Reggio Emilia (Distretto di Guastalla e Programma Aziendale Demenze) e da AIMA (Associazione italiana malattia di Alzheimer).
Nel corso dell’incontro si parlerà del difficile lavoro di cura nell’affrontare la malattia, dell’aiuto dei volontari e dei tecnici nel sostenere la famiglia, delle relazioni sociali e del sostegno da parte della comunità, dei percorsi di cura rivolti all’anziano portatore di questa patologia: alla serata interverranno il dott. Maurizio Alberti, geriatra e responsabile del Centro Disturbi Cognitivi AUSL Distretto di Guastalla; la dott.ssa Cristina Menozzi, psicologa e psicoterapeuta del Programma Aziendale Demenze Ausl Reggio Emilia, e la dott.ssa Patrizia Ferrari, responsabile del Centro demenze di Scandiano
Saranno inoltre presenti il neo presidente dell’Unione Comuni Bassa Reggiana e sindaco di Poviglio Giammaria Manghi; Sergio Cecchella, direttore del Programma Az.le Demenze dell’AUSL Reggio Emilia; la dott.ssa Giuliana Boschini, direttore del Distretto AUSL Guastalla; Enza Malaguti, responsabile dell’Ufficio di Piano Unione dei Comuni Bassa Reggiana; la dott.ssa Simonetta Cavalieri, presidente AIMA, associazione di volontariato che da molti anni è a fianco dei malati e nell’assistenza ai familiari colpiti dall’alzheimer.
«Questo ciclo di incontri rientra nell’ambito delle politiche a sostegno dei malati di demenza e dei loro familiari che Amministrazioni comunali, AIMA e Azienda USL, hanno intrapreso da tempo, ad esempio attraverso l’esperienza dei “Caffè Incontro” e dei Centri di ascolto. Altra importante figura in questo percorso di cura è il medico di medicina generale, che svolge una funzione fondamentale per il trattamento del paziente e come punto di raccordo tra i vari servizi della rete territoriale» afferma il direttore del programma Demenze Sergio Cecchella. «Si tratta di azioni importantissime per tutte le persone colpite da una malattia così grave e per i loro familiari, che vedono la loro vita profondamente trasformata da questa patologia. Venire loro incontro è un’azione doverosa per farli sentire meno soli e offrire un sostegno concreto nella quotidianità, con il supporto dei tanti volontari di Aima e degli operatori che già svolgono un prezioso lavoro».

