
Confesercenti non ha dubbi nel definire l’aumento dell’Iva – dal 21% al 22% – del prossimo ottobre, un triplo errore. “In primo luogo – evidenzia l’Associazione – peggiora la competitività del nostro Paese in Europa, soprattutto rispetto alle grandi nazioni come Francia, Germania e Spagna già ad oggi con un’aliquota IVA media inferiore alla nostra. Poi, non v’è alcuna certezza di aumenti del gettito, con l’adozione di tale provvedimento. È molto probabile che i cittadini già alle prese con una costante riduzione del reddito disponibile, reagiscano tirando ulteriormente la cinghia, affossando ancor di più i consumi. Con la possibilità tutt’altro che remota (studio di Confesercenti Italia), non di un incremento ma di una riduzione del gettito di ben 300 milioni di euro”.
“Un’ulteriore contrazione dei consumi, moltiplicherà i rischi di chiusura di imprese e conseguentemente di aumento della disoccupazione. A tal proposito vogliamo ricordare la situazione vissuta tra le imprese modenesi dei settori commercio, servizi e pubblici esercizi. Al 30 giugno di quest’anno i ricavi in questi ambiti, hanno registrato un calo del -4%, sul 2012, mentre la stagione dei saldi estivi è stata archiviata con una diminuzione degli affari anche del -30%. Siamo convinti che la via per far rimanere il rapporto deficit Pil entro il 3% non passa per un nuovo aumento dell’IVA, quanto piuttosto per una vera riduzione della spesa pubblica tesa a colpire gli sprechi, ma anche aumentandone l’efficienza”, conclude Confesercenti Modena.

