
Bloccati immediatamente i due trasportatori e l’attività aziendale, i Carabinieri hanno peraltro scoperto che il mezzo – uno “Scania 270” furgonato – aveva viaggiato senza la documentazione prevista per i rifiuti pericolosi, procedendo pertanto al sequestro del veicolo e del carico. Al momento, l’ipotesi più probabile in merito ai fatti è quella che l’azienda adottasse la condotta rilevata come espediente per risparmiare sui costi di trasporto in discarica. Difatti, accantonando a più riprese varie partite di amianto, per poi organizzare dei trasporti cumulativi verso la discarica, possono notevolmente abbattersi i costi di molteplici viaggi. Ma tutto ciò a discapito della sicurezza e della salute pubblica ed in violazione della ratio delle norme di tutela.
Com’è noto i materiali in eternit sprigionano la loro tossicità dopo la demolizione; proprio per questo la Legge ne dispone il trasporto immediato e per le vie più brevi in discarica, vietando tappe intermedie che non siano espressamente autorizzate. A maggior ragione se questi accantonamenti intermedi avvengono – come nel caso di specie – all’interno di un centro abitato. Nel frattempo, letti gli atti dei militari dell’Arma, la Procura della Repubblica di Modena ha già convalidato il sequestro, emesso un’informazione di garanzia per i denunciati ed attivato le procedure per lo smaltimento controllato dell’amianto.

