
Dall’Osservatorio emerge poi che oltre il 50 per cento dei debiti della Pubblica Amministrazione verso le piccole imprese è fatto da crediti di modesta entità, fino a 2000 euro, e soltanto il 3,6% dei crediti supera i 50.000 euro, a dimostrazione della complessità amministrativa e farraginosità delle procedure. Il dato cambia nei crediti verso altre imprese private: la quota di debiti fino a 2000 euro riguarda il 22,3% delle imprese creditrici, mentre i debiti fino a 50.000 euro riguarda il 25% degli imprenditori.
“Sono passati otto mesi dall’entrata in vigore della legge ma – sottolinea il Presidente Marco Granelli – l’applicazione delle nuove norme in Italia risulta ancora scarsa e, addirittura, il fenomeno dei crediti insoluti è peggiorato nei rapporti tra privati. Per quanto concerne i debiti della Pa derivano da un sistema di regole e procedure che, soprattutto per l’esigenza di tenere i conti pubblici sotto controllo, frena l’efficienza amministrativa dei processi di pagamento, fino a produrre debiti arretrati che ad oggi superano i 91 miliardi. Per quanto riguarda invece le cause dei debiti dei privati dobbiamo annoverare tra le cause le inefficienze della giustizia civile, che rendono conveniente essere cattivi pagatori, tanto nessuno ti imporrà mai di rientrare e soprattutto, ti resta la scappatoia del concordato che ti permetterà di far ripartire la tua attività senza onorare i tuoi debiti, salvo per una piccola percentuale che non coprirà neppure l’Iva che hai già versato”.

