
Questo non vuol dire rompere la coalizione progressista per Modena città, bensì rilanciare un’iniziativa politica diffusa per mettere SEL a disposizione della costruzione di un progetto civico, aperto e autorevole, che si muova nell’ambito della sinistra di governo – senza rinchiudere quindi la nostra prospettiva nel fortino della testimonianza e dell’ininfluenza – e spostare il confronto programmatico con il PD, e i suoi esiti in vista delle elezioni, più avanti, sempre pronti al dialogo su idee e progetti al servizio della città come ci è stato sollecitato in diversi appelli negli ultimi giorni; su questi propositi registriamo una significativa convergenza con le posizioni espresse, recentemente e pubblicamente, da Adriana Querzè e Donato Pivanti nonché da altri esponenti di primo piano della nostra città.
SEL, in queste settimane, ha lavorato per giungere ad una candidatura rappresentativa della coalizione progressista, ma la scelta del PD è stata quella di procedere ad un metodo che finisce per esaltare una competizione muscolare e polarizzata tra due diverse anime e concezioni del PD stesso (la sfida Maletti-Muzzarelli), che non lascia spazio ad altre soluzioni capaci di intercettare la profonda insoddisfazione che ha attraversato Modena in questi anni.
Una scelta di metodo che non abbiamo condiviso e che ci fa optare per una non partecipazione a queste primarie.
Detto questo su Modena città, riteniamo che i lavori in corso ai tavoli provinciali tra le forze politiche del centrosinistra (a partire dal PD) vadano conclusi in tempi brevi al fine di consentire in ognuno degli altri 36 comuni chiamati al voto (oltre Modena) di avviare, laddove lo si ritenga opportuno, la discussione e auspicabilmente le intese di coalizione (primarie comprese).
(Cristian Favarin, Coordinatore Circolo SEL Modena – Giuseppe Morrone, Coordinatore provinciale SEL)

