
Il pioppo rappresenta tradizionalmente un elemento tipico del paesaggio agricolo dell’area padana. A partire dalle aree fluviali dove può contribuire a regolare il deflusso delle acque, contrastando i fenomeni di dissesto e a svolgere un’ utile azione di fitodepurazione. Soprattutto se praticata seguendo le indicazioni internazionali di certificazione forestale Fsc e Pefc o lo specifico disciplinare regionale di produzione integrata, la pioppicoltura non comporta problematiche di tipo ambientale e richiede rispetto ad altre colture agrarie annuali un ridotto utilizzo di fitofarmaci.
In Emilia-Romagna le superfici coltivate a pioppo sono passate dal 1990 a oggi da 12 mila e 3 mila ettari. Una riduzione che ha interessato, sia pur con andamenti diversi, tutta l’area padana e che è da ricondurre in particolare alla minore competitività economica di questa coltura rispetto ad altre produzioni agricole. Da qui l’accresciuta dipendenza dall’estero per quanto riguarda il legno di pioppo che rappresenta un ‘importante materia prima per l’industria del legno e della carta.

