
Per il sindaco Alberto Vaccari: «È stato un lavoro faticosissimo, a causa del pesante taglio di trasferimenti dallo Stato, che ci ha costretto a ricercare una soluzione che garantisse equità e che non tarpasse le ali alle speranze di una tenuta del livello occupazionale sul nostro territorio. Pur nelle ristrettezze, abbiamo avuto la possibilità di scegliere dove e come agire, e questo ci ha consentito di introdurre nel bilancio degli elementi di incentivo all’occupazione, come le aliquote Irpef progressive, l’IMU ai minimi e l’esenzione Tasi sulle attività.
Una novità forte è lo sconto IMU del 43% per chi decida di affittare una propria unità residenziale non occupata. Assieme alla disponibilità dell’Agenzia per l’Affitto, che sosteniamo, confidiamo che si riesca ad alleggerire la vera e propria emergenza abitativa che affrontiamo ogni giorno.
Il mio sentito ringraziamento –conclude il sindaco- va a tutto il personale che ha lavorato con passione e dedizione per giungere a un bilancio così robusto e quadrato, che ci fa collocare tra i primi Comuni della provincia ad averlo approvato e ci consente di uscire quindi dall’esercizio provvisorio».
Il bilancio in dettaglio
Rispetto al 2013, nel 2014 Casalgrande riceverà circa 1.900mila euro di minori trasferimenti, mentre gli oneri di urbanizzazione accertati a giugno 2014 sono di soli 65mila euro. Nonostante questa situazione, il bilancio è stato predisposto tenendo ferme alcune scelte politiche chiare.
Non registra aumenti l’addizionale IRPEF, da tempo progressiva per garantire una maggiore equità a individui e famiglie, con un’aliquota comunale che oscilla tra lo 0,44 e lo 0,8 per cento. L’Imu sul produttivo resta improntata ai valori minimi (0,81 per cento), e si attiva l’esenzione TASI per chi produce. L’Imu è agevolata per le locazioni a canone concertato e i comodati reciproci (6 per mille), e i comodati in primo grado (8 per mille).
È salvaguardato l’accesso ai servizi (che non subiscono alcun taglio nell’offerta) attraverso il mantenimento delle tariffe e delle agevolazioni per le fasce deboli della popolazione.
Gli oneri di urbanizzazione non saranno utilizzati nella parte corrente, che non subirà alcun incremento, e ogni cittadino casalgrandese spenderà, nonostante l’inflazione, sempre meno: 475 euro di spesa corrente ad abitante contro i 477 del 2013. Scende la spesa del personale dell’ente, che passa da 3.593mila euro del 2013 ai 3.581mila del 2014.
È in calo, ancora una volta, l’indebitamento per abitante, facendo annoverare Casalgrande tra i Comuni più virtuosi a livello regionale: su ogni cittadino pesano 71 euro di debito, mentre la cifra media per i Comuni emiliano-romagnoli è di 698 euro. Per continuare su questo livello di eccellenza, non saranno attivati nuovi mutui o finanziamenti.

