polizia_20Ieri mattina poco prima di mezzogiorno una Volante si recava in un’abitazione in zona Santa Croce, ove era stata segnalata una lite tra familiari. Gli Agenti arrivati nell’abitazione accertavano che uno dei componenti del nucleo familiare, tra l’altro in regime di arresti domiciliari per stalking, aveva avuto un violento alterco con la madre e il fratello, entrambi familiari conviventi, sfogando la propria rabbia mettendo a soqquadro la stanza.

Il protagonista, in cura al centro di salute mentale, una volta sfogata la rabbia s’era ritirato nella sua stanza ove se ne stava seduto tranquillo e alla contestazione sul disordine provocato nella stanza del congiunto se ne assumeva la responsabilità motivandola con ragioni di natura economica. Sia il fratello che la madre  dicevano di non aver subito percosse e che lo scontro era stato solo verbale, per quanto a causa dello stato psichico del congiunto in casa si viveva un diffuso malessere, riportata la calma gli Agenti si allontanavano.

Circa due ore dopo, però, la mamma con il figlio che aveva subito la furia del fratello e la figlia più piccola si presentavano in Questura dichiarando di avere paura di tornare a casa perché il loro parente, appena dopo il congedo della Volante, si era infuriato di nuovo  minacciandoli di ritorsioni. La Polizia ritornava all’abitazione, ma al citofono non rispondeva nessuno, così gli Agenti con le chiavi fornite dalla madre presente sul posto cercavano di aprire la porta, ma un chiavistello di sicurezza azionato dall’interno impediva l’operazione. Gli Agenti temendo un gesto insano, autorizzati dalla donna, forzavano la porta ed entravano. Solo a quel punto si presentava il figlio della donna che con fare arrogante e rabbia montante chiedeva conto della presenza dei poliziotti, asserendo che stava dormendo perciò non sentiva il campanello, in casa erano ben visibili due flaconi di psicofarmaci vuoti. Al giovane veniva riferito che sarebbe stata richiesta una visita medica perché necessaria, questo scatenava lo stesso che minacciava e aggrediva gli Agenti, i quali sia pur con difficoltà e subendo percosse riuscivano a bloccarlo in attesa dell’ambulanza. Solo al Pronto Soccorso si calmava, ove dopo la visita psichiatrica veniva dimesso. Portato in Questura A. L., italiano 31enne, già arrestato lo scorso luglio per evasione e resistenza, veniva tratto in arresto per resistenza a P. U.