carcereNon si può dare rieducazione delle persone senza passare attraverso il loro patrimonio culturale e religioso: e siccome lo scopo del carcere dovrebbe essere quello di rieducare chi ha commesso reati e restituire alla collettività una persona diversa, appare necessario che il carcere diventi un luogo in cui si educa ai diritti e alla responsabilità.

Muovono da qui le tante iniziative svolte nelle carceri emiliano-romagnole oggi, 10 dicembre, anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. In particolare, si è voluto porre la questione di come garantire il patrimonio culturale e religioso dietro le sbarre; di come vedere riconosciute le rispettive identità, allo scopo di rafforzare la convivenza tra culture e religioni diverse. Nonostante la recente, notevole diminuzione in valori assoluti, nelle dodici strutture penitenziarie dell’Emilia-Romagna circa il 46% dei detenuti è straniero (1.352 su 2.916). A livello nazionale, delle 54mila persone in carcere, il 32% è rappresentato da detenuti stranieri, circa 17mila, con una larga rappresentanza di musulmani.

A Bologna, nel carcere della Dozza, in conferenza stampa sono state presentate le varie iniziative organizzate per il 10 dicembre. Sono intervenuti la direttrice della casa circondariale della Dozza, Claudia Clementi, la Garante regionale delle persone private della libertà personale, Desi Bruno, Paola Cigarini per la Conferenza regionale del volontariato, Giovanni Schiavone e Emilio Porcaro per l’Ufficio scolastico regionale, Yassine Lafram, mediatore culturale, e Frate Ignazio, islamologo e volontario dell’Avoc.

Nel pomeriggio, si è svolta una “lezione aperta”, con la presenza di detenuti e volontari, sulle Costituzioni arabo-islamiche; la lezione è stata tenuta dal professor Giuseppe Cecere, davanti a una platea di un centinaio di detenuti e a qualche decina di volontari. La lezione ha tratto particolare attualità dalle cosiddette primavere arabe, dalle domanda di libertà e di cittadinanza che stanno emergendo in tutto il nordafrica e nei Paesi arabi.

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